L’aggredito: «Sì, mi ha rapinato lui». Riconosciuto in udienza l’imputato
Il nigeriano 26enne era stato già indicato in questura attraverso delle foto
Reggio Emilia Bivio importante, ieri mattina in tribunale, nel processo al nigeriano 26enne Mark Asein (in carcere dal 7 febbraio scorso, difeso dall’avvocato Mario Di Frenna) che è accusato della rapina avvenuta il 2 febbraio di quest’anno ai danni di un podista. Davanti al collegio giudicante – presieduto da Cristina Beretti, a latere le colleghe Donatella Bove e Silvia Semprini – si è infatti svolto il riconoscimento (tecnicamente la ricognizione di persone) da parte del reggiano 51enne che sette mesi fa ha subìto l’aggressione. Nella “gabbia” sono state messe tre persone in piedi abbastanza simili e con calma, avvicinandosi al vetro, il rapinato ne ha via via escluso due su tre. «L’individuo in mezzo è quello che gli assomiglia di più – spiega, in aula, il 51enne alla Corte – Non sono sicuro al 100% perché è passato del tempo, il rapinatore può essere cambiato, ma indico quella persona». E la persona individuata è proprio l’imputato.
Lo straniero era stato anche individuato – in febbraio – dal rapinato durante un’apposita seduta di riconoscimento fotografico in questura, ad indagine avviata e coordinata dal pm Giacomo Forte. «Nel primo riconoscimento fotografico – prosegue sempre in udienza il 51enne – ne ero certo all’80%, mentre la seconda volta ero sicuro al 100%». Esaurito questo “passaggio”, mercoledì prossimo il processo si chiuderà con discussione e sentenza.
L’imputato nigeriano è un richiedente asilo che dimorava abitualmente alle ex Reggiane e nell’ultimo periodo viveva in un alloggio dopo lo sgombero dell’ex area industriale. È accusato di aver picchiato e preso a bastonate il malcapitato, al quale avrebbe rubato il portafoglio con 560 euro in contanti e un telefonino all’altezza del Campovolo. Il podista era stato aggredito alle spalle.
Il rapinatore poi era fuggito ma era stato rintracciato qualche giorno dopo dalla questura. La rapina era avvenuta lungo la passeggiata Berlinguer, nell’omonimo parco. Erano le 18 quando il residente che stava facendo una corsetta serale era stato improvvisamente raggiunto dal giovane che lo placcava e aggrediva con il chiaro intento di derubarlo. Non esitando, viste le resistenze del podista, a prenderlo a calci e causandogli qualche contusione. Dopo qualche istante concitato il rapinatore era riuscito a fuggire.
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