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Stretta sulle costruzioni, raffica di battaglie legali

Evaristo Sparvieri
Stretta sulle costruzioni, raffica di battaglie legali

Sono già nove i ricorsi al Tar contro il nuovo piano urbanistico. A San Prospero Strinati “cancellata” la possibilità di 123 alloggi

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Reggio Emilia Vita difficile per il nuovo Pug, il Piano urbanistico generale del Comune che nel maggio scorso ha avuto il via libera del Consiglio comunale, in vista dell’approvazione definitiva prevista nel febbraio dell’anno prossimo.


Consumo di suolo
Un piano articolato e ambizioso, con il quale l’amministrazione comunale punta alla cancellazione di 5,5 milioni di metri quadrati di aree urbanizzabili, pari a 3.780 alloggi, riservando il 3% del consumo di suolo massimo (pari allo 0,6% del territorio comunale nei prossimi 30 anni) entro il 2050 concesso dalla Legge urbanistica regionale esclusivamente per funzioni produttive, ad alta occupabilità e valore aggiunto, escludendo dunque la residenza ed il commercio.

Una stretta sulle nuove costruzioni che, prima ancora della sua approvazione definitiva, ha innescato una raffica di ricorsi al Tar di Parma, al quale si sono rivolte diverse società proprietarie dei terreni interessati, mettendo nel mirino in particolare la delibera del consiglio comunale che ne ha dato il via libera.

Alloggi cancellati
L’amministrazione pertanto si prepara alle ormai prossime battaglie legali, dando mandato al servizio legale di resistere in giudizio. In totale, sono nove i ricorsi presentati finora. Fra le società che si sono rivolti alla giustizia amministrativa c’è anche la Nuova Sport srl, proprietaria di lotti che si trovano a San Prospero Strinati, compreso il bosco urbano per il quale è stata proposta l’altro giorno l’intitolazione al giornalista e scrittore reggiano, Matteo Incerti, morto in Canada a 51 anni lo scorso 14 agosto.

Il ricorso verte in particolare sul respingimento delle osservazioni avanzate dalla società in fase di redazione del piano, nelle quali si chiedeva che i lotti venissero confermati in territorio urbanizzato e non in area agricola, consentendo così la costruzione di nuovi interventi edilizi, secondo quanto era previsto nel piano regolatore generale risalente al 2001, nel quale si prevedeva la possibilità di costruire circa 123 alloggi.

Una seconda osservazione, invece, riguardava proprio il bosco urbano, che nel nuovo Pug viene indicato su un mappa con dimensioni maggiori rispetto al passato, includendo anche un tratto in cui era previsto inizialmente il passaggio della nuova tangenziale. In questo caso, la Nuova Sport chiede una sorta di “rettifica”, ripristinando le attuali dimensioni e trasformando l’area in verde privato o ambito agricolo.

Cause a raffica
Osservazioni che il 23 maggio scorso non hanno avuto l’ok del consiglio comunale, innescando così la battaglia legale al pari di altre società proprietarie di altre aree, che a loro volta si sono rivolte anch’esse al Tar di Parma.

Come la ditta Idromeccanica Bertolini S.p.A., la San Clemente S.r.l., la Riva Costruzioni S.r.l., la Habitare Reggio S.r.l..

Mancasale
Al Tar di Parma, sempre in relazione al Pug, si è rivolta anche WeArena, non nuova a battaglie legali contro l’amministrazione comunale e che nel 2018 prospettava l’ipotesi di realizzare un nuovo palazzetto dello sport a due passi dalla stazione Mediopadana di Mancasale, sponsorizzando un progetto che però di fatto non è mai decollato.

Questa volta, WeArena cita in giudizio il Comune in proprio e come capogruppo di un’associazione temporanea di imprese insieme alla ditta Ariel S.r.l., impugnando sempre la delibera del consiglio comunale del 23 maggio scorso, con riferimento alla parte in cui mantiene in ambito agricolo periurbano proprio l’area adiacente alla stazione Mediopadana dell’Alta Velocità di Mancasale. 

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