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Tano Laberenti vince la sua sfida e taglia il traguardo della Tot303

Miriam Figliuolo
Tano Laberenti vince la sua sfida e taglia il traguardo della Tot303

Il 66enne di Scandiano ha corso sulle Alpi per quasi 6 giorni: 330 km in 137 ore

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Scandiano Lo aveva promesso, annunciandolo anche alla Gazzetta, e lo ha mantenuto, vincendo, a 66 anni, la sua personalissima sfida e compiendo un’impresa già definita «ciclopica» dagli amici – un gruppo nutrito di loro l’ha immortalata in real time, chi con lo smartphone e chi con il computer. Lo scandianese Gaetano Laberenti ha tagliato il traguardo della Tot330-Tor des Geants alle 5.30 di ieri, dopo essere partito, con il gruppo delle 12.30, l’11 settembre scorso da Courmayeur.

Solo poche ore dopo il suo arrivo il maltempo ha messo in seri guai altri runner – almeno 6, poi recuperati con i mezzi di soccorso, per un certo tempo, sono risultati pure dispersi – sorpresi dalla neve, arrivata a 40 centimetri, costringendo l’organizzazione a interrompere le gare, la Tor des Géants ma anche la Tor des Glaciers, «per garantire le condizioni di sicurezza degli atleti».

Nella sua categoria, la V3 uomini (dai 60 ai 69 anni), Laberenti è arrivato 13°, e 359° nella classifica generale, su 994 partecipanti iniziali – 350 si sono ritirati durante la gara. Tano, come lo chiamano gli amici, ha percorso in poco meno di sei giorni – per la precisione 137 ore, 30 minuti e 21 secondi – 330 chilometri, 24mila metri di dislivello lungo le Alte Vie 1 e 2 della Valle d’Aosta attraverso sentieri, colli, rifugi, i quattro 4000, il Parco Nazionale Gran Paradiso e quello Regionale del Mont Avic, con tutte le emozioni della vita di montagna. L’Atletica Scandiano, per la quale corre Laberenti, ha potuto così vedere sventolare anche la sua bandiera tra quelle dei partecipanti di questa incredibile gara.

«Sono spossato ma felice – dice raggiunto dopo le meritate ore di sonno –. È stata un’esperienza meravigliosa. Ma una fatica così penso di non averla mia fatta. Ho corso giorno e notte, senza mai dormire, o dormendo pochissimo. Mi riparavo nei rifiugi messi a disposizione e mangiavo nei punti ristoro. Erano allestiti anche sei “Punti vita” dove ho potuto farmi una doccia e cambiare il set nello zaino (ben sette chili di peso, tra acqua, cibo e vestiti, che Laberenti ha portato in spalla per tutta al competizione, ndr)».

Dopo la partenza in gruppo il runner si è ritrovato presto a correre da solo, di notte e con qualsiasi tempo: «Dopo un giorno è stata una solitaria. I primi due giorni il tempo è stato stupendo. Ma poi per due notti ho preso la pioggia. Due i momenti più difficili, tra questi proprio l’ultimo tratto, quando ha iniziato a nevicare: per fortuna avevo con me di che coprirmi».

Laberenti è appassionato di montagna. «Ho visto paesaggi da fuori di testa. Un paradiso», ha commentato con la sua solita simpatia. Lo scorso giugno era arrivato primo della sua categoria alla Cortina trail. «Ho visto posti bellissimi, che compensano la fatica», aveva detto anche allora, annunciando la sua partecipazione alla Tor 330-Tor des Geants. La delusione per avere dovuto mollare a metà gara nell’edizione 2021 di questa competizione unica nel suo genere lo aveva caricato ancora di più: «Ora sono pronto a riprovarci», aveva affermato». Sono seguiti mesi di durissima preparazione tra i monti dell’Appennino reggiano. Un allenamento che ha dato i frutti sperati. 

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