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C’è l’ok di Benny Benassi: «I reggiani la meritano»

Chiara Cabassa
C’è l’ok di Benny Benassi: «I reggiani la meritano»

Il dj e produttore: «Questo è lo spazio ideale per la club culture»

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Reggio Emilia «Mi stai beccando appena prima del mio volo per Londra, stasera sarò al Ministry of Sound che è una delle capitali europee della club culture e la musica elettronica… Vado a prendere un po’ di energia per domenica sera».


Perché Benny Benassi, dj e produttore musicale tra i più influenti a livello internazionale oltre che reggiano Doc, se non lo intercetti in una sala d’attesa prima dell’imbarco puoi solo sperare di trovarlo un attimo dopo avere toccato terra. Da un dj set e una sala di registrazione. Sorvolando il mondo. Ma anche in relax a Bellarosa di Albinea. Con la sua bella famiglia. O in sella alla sua amata bicicletta in giro per le sue e nostre colline.

Oppure, domani sera, alla consolle dell’Omi Festival organizzato al Capannone 15 delle Officine Reggiane. Un’operazione auspicata anni fa proprio da Benny Benassi e che ora diventa realtà. Una bellissima realtà.


Innanzitutto, Benny, bentornato a casa.
«Sono molto contento di tornare a suonare a Reggio, è tanti anni che non lo faccio. Anche perché non ci soni i club, quindi diventa molto difficile farlo… ormai c’è solo l’Italghisa. L’ultima volta è successo nel 2015 con lo spettacolo di video mapping al teatro Valli».


Il ritorno è in un luogo speciale, le Reggiane. Cosa rappresentano per lei?
«Le Reggiane sono un luogo bellissimo e di grande suggestione a cui tutti siamo in un modo o nell’altro affezionati. Anche perché secondo me ogni famiglia reggiana ha avuto almeno un parente che ci ha lavorato dentro chi prima chi dopo, quindi per me è incredibile pensare che possano essere lasciate a se stesse. Da tempo fortunatamente ci stanno lavorando per creare contenitori ad hoc e ospitare diverse attività. Tanti laboratori e studi sono già nati e nasceranno. È chiaro che io darei molto spazio alla creatività rispetto ad altri tipi di attività... per esempio commerciali».

Pensa a una cittadella della musica elettronica?
«Perché no? Anche per rispetto nei confronti dei tanti che negli anni si sono adoperati per promuovere la club culture in città, per farci divertire, per tutte le discoteche che avevamo, sarebbe giusto che Reggio potesse avere uno spazio di questo tipo sempre aperto, anche d’inverno, dove potere organizzare concerti. Naturalmente da mettere in collegamento con l’Arena grandi eventi che comunque resta un’altra cosa».

Ma il direttore artistico della cittadella non potrebbe essere proprio lei?
«No – sorride Benny dietro la mascherina (“sono l’unico somaro che la indossa qui in aeroporto”) – è un progetto troppo grande per me. Ma sono sicuro che qualcosa di bello si potrà fare».

La Rcf Arena, secondo lei, rappresenta davvero un valore aggiunto per la città?
«Il Campovolo secondo me è un posto incredibile. Tutti noi reggiani dovremmo essere orgogliosi di quello che è stato fatto: uno spazio per fare musica dal vivo pazzesco. A luglio arriverà Harry Styles e sono molto contento soprattutto perché anche i manager e le band straniere cominceranno a conoscere questo posto. D’altra parte in occasione del concerto del Liga la viabilità ha retto abbastanza quindi secondo me ci vuole solo il tempo di potersi organizzare. Ovviamente tutte le band più grosse organizzano gli eventi di due in due anni se non di tre in tre. Quindi è proprio solo questione di tempo. Il posto c’è ed è incredibile».

Tornando al Festival, se lei è il nome di spicco della due giorni di musica elettronica, anche gli altri artisti non scherzano.
«Assolutamente. Anzi, vorrei aggiungere che sono molto felice innanzitutto della presenza del mio amico Ilario Alicante, un’altra pietra miliare della musica tecnica, che sabato (stasera ndr) aprirà il Festival».

Giusto per prepararci all’evento... domani a che ora suonerà Benny Benassi e che cosa suonerà?
«Al momento non ho preparato una scaletta di brani ma non posso negare che uno spazio così industriale mi fa pensare subito alla techno. Vedremo. Per quanto riguarda i tempi, io inizierò a suonare intorno alle 22 ma a mezzanotte, mi raccomando, tutti a nanna».

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