Gazzetta di Reggio

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Brescello, la benedizione del Po per chiedere al cielo clemenza contro le calamità naturali

Andrea Vaccari
Brescello, la benedizione del Po per chiedere al cielo clemenza contro le calamità naturali

Con il crocefisso “parlante” in 400 si sono ritrovati come nel celebre film di Don Camillo

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Brescello Tutti insieme, in fila, per chiedere al cielo clemenza contro le calamità naturali. Si è rinnovata ancora una volta l’antica tradizione della benedizione del fiume Po, accompagnata dalla processione con il “Cristo parlante” alla quale hanno preso parte, ieri pomeriggio, tantissimi cittadini, non solo di Brescello. Una partecipazione davvero molto sentita, che ha visto oltre 400 persone incamminarsi da piazza Matteotti – dal sagrato della chiesa di Santa Maria Nascente – sino alla foce dell’Enza, dove le acque del torrente si immettono nel fiume Po. Prima della processione, è stato il parroco don Giancarlo Minotta a illustrare lo svolgimento della celebrazione, che si svolge da diversi anni e che vede l’Unità pastorale di Boretto, Brescello e Lentigione collaborare con Proloco brescellese, amministrazione comunale e diverse associazioni locali, i cui rappresentanti si sono alternati a portare il Crocefisso. Nel suo breve intervento, il parroco ha definito “tre stelle” gli elementi che caratterizzano la processione: il fiume Po, Don Camillo e Peppone e Artemide Zatti, a cui è intitolata l’Unità pastorale e che il 9 ottobre sarà proclamato santo. Poi nel ringraziare i tanti volontari presenti, ha chiesto di tributare un applauso a quelli impegnati in queste ore ad aiutare la popolazione delle Marche, colpita dal maltempo. Il lungo corteo, illuminato da centinaia di fiaccole, si è aperto con in testa la banda di Boretto e si è snodato per circa un chilometro tra piazza Matteotti e la strada che si immerge nella golena e che costeggia il fiume Enza, debitamente segnalata e vigilata dai volontari della Protezione civile. Lungo il tragitto, letture e interventi di giovani che hanno raccontato le proprie esperienze vissute nella comunità. Una volta giunta a foce Enza, la processione si è conclusa e qui si è svolta la messa, con annessa benedizione delle acque. L’evento, oltre che un’ovvia connotazione religiosa, assume un valore importante per la storia brescellese in quanto porta alla memoria un celebre frammento del primo film della saga di Don Camillo e Peppone, nel quale il parroco impersonato da Fernandel cammina sino all’argine portando a braccia il pesante crocefisso. Nel percorso il sacerdote era solo, in quanto il sindaco Peppone aveva proibito ai cittadini di aderire alla celebrazione, ma alla fine tutti si erano fatti trovare all’arrivo sul fiume, in segno di rispetto.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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