Il festival Omi accende Reggio
Al capannone 15 delle ex Reggiane ieri ha debuttato la due giorni di musica elettronica che ha richiamato artisti internazionali. Stasera il gran finale con il dj Benny Benassi
i Alice Benatti
Reggio Emilia La musica che colpisce i nervi e scorre attraverso le orecchie, gli occhi e il cuore del popolo di Omi Festival. I corpi la seguono. Le mani al cielo si muovono a tempo. Alcune reggono i cellulari, puntati verso la consolle. Occhiali da sole, abbigliamento streetwear, sigarette.
Davanti a loro 80 metri quadri di (maxi) schermo, intorno 150 fari motorizzati ad “accendere” il palco – lungo 24 metri e profondo 10 – e l’intero capannone 15 delle ex Officine Reggiane.
Ieri pomeriggio erano già diverse centinaia i giovani che hanno affollato i 250 metri quadri scelti per la prima edizione di Omi, il festival dedicato al meglio della musica elettronica in circolazione. Ma la grande folla si è vista stata a partire dalle 22, per sentire i “big” (leggasi Alicante, il duo Mathame e gli Overmono) di uno dei generi più amati del momento. E se il primo giorno è stato in linea con la struttura industriale in cui ha trovato “casa” a Reggio Emilia, nella giornata di oggi, che sarà anche l’ultima, il sound si farà più trasversale, abbracciando atmosfere pop e hip hop.
L’attesa è per il live di Guè, per i dj set di Raffa FL e Tananai e naturalmente per il dj e produttore, reggiano doc, Benny Benassi, da anni star del panorama mondiale, che festeggia i vent’anni della sua hit internazionale “Satisfaction”, riproposta di recente in collaborazione con il grandissimo David Guetta.
Benny tornerà a suonare a Reggio, dopo ormai sette anni di assenza, proprio nel luogo che vede come la possibile cittadella della musica elettronica (come ha dichiarato alla Gazzetta).
Oggi – lo ricordiamo – si parte alle 16 e le casse si spegneranno a mezzanotte. All’esterno la cassa per acquistare i token (ovvero i gettoni utilizzati solitamente durante i concerti per pagare cibo e bevande) e i vari stand con hot dog, panini e l’immancabile erbazzone mentre dentro il bar che offre una speciale “Omi drink list”. Organizzato dai ragazzi di Nameless Festival, ormai un’istituzione del panorama dance italiano, il concept artistico e creativo di Omi Festival – che attinge dalle diverse sfaccettature della cultura underground, house e techno – è stato ispirato proprio dalla storia industriale della location che lo ospita.
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