Gazzetta di Reggio

Reggio

«Ho il Covid, portami i soldi» Ma la 90enne sventa la truffa

«Ho il Covid, portami i soldi» Ma la 90enne sventa la truffa

2 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «Mamma sono malato, ho preso il Covid. Ho bisogno di soldi per curarmi. Porta quello che hai e i gioielli al pronto soccorso». Un appello accorato, ma finto. Non ci è cascata questa volta la vittima di turno, una 90enne che ha subito sospettato si trattasse di una truffa.

Dopo l’81enne che aveva ricevuto la chiamata da una finta nipote malata di Covid e da un finto medico che le chiedeva 25mila euro per curarla con una medicina fatta arrivare apposta dalla Svizzera, questo è l’ultimo eclatante caso di questo particolare genere di truffa sventato dalla vittima designata. Anche questa volta una persona anziana.

La truffa del Covid è l’ultima modalità in ordine di tempo, messa in atto dai malviventi per raggirare anziani. Ma non solo, mettono in guardia da tempo la polizia di Stato e la Questura che, nell’occasione, ribadiscono: «In caso di dubbi contattate sempre il 113».

Truffe e tentativi di truffa sono fenomeni che riguardano ogni anno migliaia di persone. Alla porta di casa, per strada, al telefono, su internet, le truffe sono in continua evoluzione e pur colpendo prima di tutto le persone più anziane, riguardano ognuno di noi.

L’ultimo tentativo si è verificato qualche giorno fa in città, quando la 90enne non ha creduto all’uomo che l’ha chiamata fingendosi il figlio e chiedendo di portare il denaro e i preziosi che aveva in casa al pronto soccorso.

L’anziana ha prontamente contattato il figlio tramite il cellulare, smascherando, così il truffatore.

Riconoscere un tentativo di truffa – spiegano dalla Questura – è il primo e più importante passo per evitare situazione di potenziale rischio e permettere un intervento tempestivo delle forze dell’ordine. La polizia di Stato e la Questura di Reggio Emilia già da qualche mese hanno iniziato un’attività di sensibilizzazione per aiutare i cittadini a tutelarsi dai principali tentativi di raggiro.

Grazie all’attività di sensibilizzazione è aumentato il numero di segnalazioni di tentativi di truffa che giungono alla sala operativa della Questura, inoltre, sono sempre di più i tentativi di truffa che non riescono.

A questo proposito la polizia ricorda ai cittadini che i truffatori sono particolarmente abili a individuare motivi pretestuosi per intrufolarsi in casa. Possono fingersi tecnici per la manutenzione, amici di figli o nipoti, impiegati del servizio elettrico.

Negli ultimi giorni sono stati segnalati numerosi tentativi di questo genere di truffa: i truffatori contattano telefonicamente le ignare vittime e si fingono loro figli o nipoti affermando di aver contratto un brutto virus e di aver bisogno di una somma di denaro per ricevere le cure necessarie. Pertanto si ricorda di prestare particolare attenzione e di contattare il 113 in ogni situazione di dubbio o sospetto. l

M.F.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google