Il Viminale spiega come votare
Segnare i nomi fa rinsaldare le liste. Non valide le preferenze disgiunte
Reggio Emilia Una crocetta cambia la vita? Potenzialmente sì, purché sia fatta nel modo giusto. Il ministero dell’Interno ha pubblicato una sezione di risposte alle domande frequenti. Il Viminale specifica che «il voto espresso tracciando un segno sul contrassegno della lista vale anche per il candidato uninominale collegato». Allo stesso modo, «il voto espresso tracciando un segno sul nome del candidato uninominale collegato a più liste in coalizione viene ripartito tra le liste in proporzione ai loro voti ottenuti nel collegio uninominale».
Seguono le spiegazioni per voti diversi dai casi precedenti. «Se l’elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato del collegio uninominale e un segno sul sottostante rettangolo contenente il contrassegno della lista ed i nominativi dei candidati, il voto è comunque valido a favore sia del candidato uninominale sia della lista – aggiunge il Viminale –. Se l’elettore traccia un segno sul contrassegno e un segno sui nominativi dei candidati nel collegio plurinominale della lista medesima, il voto è considerato valido a favore sia della lista sia del candidato uninominale collegato. Se l’elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato uninominale e un segno su un rettangolo contenente il contrassegno di una lista cui il candidato non sia collegato, il voto è nullo, in quanto per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica non è previsto il voto disgiunto».
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