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«L’aereo stava perdendo quota. Siamo atterrati in emergenza»

Serena Arbizzi
«L’aereo stava perdendo quota. Siamo atterrati in emergenza»

Marco Buratti era alla guida dell’ultraleggero precipitato in un campo a Sesso Il pilota e il passeggero salvi grazie al paracadute. L’Enac apre un’inchiesta

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Reggio Emilia «Ho sentito che l’aereo stava perdendo quota. Allora ho fatto il possibile per creare in una manciata di secondi un atterraggio di emergenza, cercando di trovare il luogo giusto e di controllare la quota».

Sono queste le parole che Marco Buratti, pilota di 32 anni di Montecchio, ha usato per raccontare ai suoi amici della tragedia sfiorata di sabato sera.

Non erano ancora le 19.30, secondo le prime ricostruzioni, quando il pilota, primo ufficiale Easyjet, con vasta esperienza di volo, è decollato insieme a un amico, Diego Bigliardi, 23 anni di Traversetolo, dal Campovolo, dove si stava svolgendo il primo di due giornate open day, a cura della Top Gun Fly School. Se, inizialmente, la manifestazione era stata sospesa, in mattinata, per le avverse condizioni meteo, al pomeriggio, grazie al tempo clemente, si è deciso di far partire i voli. Quello dell’ultraleggero Evektor Eurostar era l’ultimo della giornata.

Intorno alle 20 si è verificata quella che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia, se non fosse stato per le abilità del pilota alla guida dell’ultraleggero. Improvvisamente si è manifestato un problema di natura tecnica, che sarà accertato in fase di indagine. L’Enac, infatti, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha aperto un’indagine per accertare quale sia stata l’esatta dinamica dell’incidente. Fatto sta che l’aereo biposto ha iniziato a perdere quota e Buratti si è trovato costretto ad azionare le misure d’emergenza che, grazie alla sua esperienza come pilota, sono state approntate in modo corretto.

Quando si è manifestato il guasto meccanico che ha fatto perdere quota all’ultraleggero, il velivolo si trovava sulle campagne di Sesso. Una tratta percorsa spesso dai mezzi della scuola di volo.

L’aereo è atterrato, così, in mezzo alle campagne, a diversi metri dalle abitazioni, tra le vie Madre Teresa di Calcutta, via Beretta e via Salimbene da Parma. In particolare, il pilota ha azionato il paracadute balistico. Uno strumento rivelatosi fondamentale per salvare la propria vita e quella del passeggero di 23 anni, a bordo di quell’aereo divenuto improvvisamente ingovernabile.

Il paracadute balistico è un mezzo in dotazione ai velivoli leggeri e ultraleggeri. Si tratta di una sorta di razzo, posizionato sulla parte anteriore dell’aereo. Si aziona tirando una leva a portata di mano del pilota. Leva che si trova vicino ai comandi, al centro del mezzo. Il razzo che si aziona tirando la leva trascina un paracadute che rallenta moltissimo la caduta dell’aereo e si rivela fondamentale nell’attutire lo schianto. Così, fortunatamente, è stato. Buratti e l’amico 23enne sono stati classificati con il codice 3, quello di massima gravità, al momento dell’arrivo dei soccorsi. Tuttavia è stata una precauzione adottata dal personale sanitario per la modalità particolare dell’incidente. Già sul posto, infatti, le condizioni dei feriti non erano apparse gravi.

I due sono stati portati al Santa Maria Nuova, dove sono stati dimessi già ieri. A uno dei due feriti sono stati praticati punti alla gamba, ma entrambi non hanno riportato gravi ferite.

Nelle campagne di Sesso sono arrivati anche i carabinieri, insieme ai vigili del fuoco e, come detto, il personale del 118 con automedica e ambulanza.

Secondo quanto ricostruito finora, i due, pilota e passeggero, sono riusciti a uscire dall’aereo appena prima che impattasse a terra.

Il velivolo è stato posto sotto sequestro e ieri si trovava ancora al centro del campo agricolo di proprietà della famiglia Cabassi, residente a poche centinaia di metri dal luogo in cui è avvenuto il fatto.

Si poteva osservare nitidamente, a pochi metri dal corpo principale dell’aereo, il paracadute balistico, legato al velivolo da una corda.

Il mezzo risale al 2007 e, al suo attivo, ha dalle 450 alle 550 ore di volo. L’ultima manutenzione, come spiegato dai soci della scuola di volo, era stata effettuata dopo 350 ore. Si tratta del più “anziano” tra gli aerei disponibili.

L’incidente aereo ha creato grande scalpore in tutta Sesso e non solo. Al capezzale di Buratti, prima che fosse dimesso, sono accorsi gli amici di sempre, come Gabriele Delmonte, noto per il suo impegno politico tra le file della Lega come consigliere regionale. «Lo sono andato a trovare al Pronto soccorso – racconta Delmonte –. Ero molto preoccupato per quanto successo, ma altrettanto sollevato dal fatto che sia stato dimesso poco dopo l’incidente. Marco è un pilota di grande esperienza e questo ha impedito che avvenisse una tragedia. Mi ha raccontato che il velivolo, all’improvviso, ha iniziato a perdere quota. Che lui ha cercato di dominarlo, mentre diventava ingovernabile, e ha azionato l’atterraggio d’emergenza tramite il paracadute». 


 

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