Lupi: «La Cispadana è fondamentale. Bene Silk Faw, attenti alla Cina»
Il leader nazionale di Noi moderati: «In corsa per vincere ovunque». Sull’eventuale governo: «Premier chi avrà più voti. Compatti sulla politica estera»
Reggio Emilia La Cispadana «da realizzare». Il progetto di Silk-Faw a Gavassa da sostenere «ma senza consegnarci alla Cina».
Il leader di Noi moderati Maurizio Lupi interviene a tutto campo in vista delle elezioni politiche di domenica.
Lupi, vi presentate agli elettori come il “vero centrodestra”: in che senso?
«Riportiamo nella proposta politica del centrodestra la nostra visione politica con valori fondanti che appartengono ai moderati. Tali pilastri sono la famiglia, l’educazione, la scuola e il lavoro. Crediamo ci sia bisogno di una proposta politica del genere per i milioni di centrodestra che votavano il centro e oggi non lo votano».
Al centro vi sarebbe la sfida del Terzo Polo di Azione-Italia Viva...
«Il Terzo Polo punta all’ingovernabilità. Addirittura hanno candidato a premier un terzo, Mario Draghi, che ha ribadito di non essere disponibile a fare il presidente del Consiglio: è un millantato credito».
Salvini a Reggio Emilia ha detto di puntare al successo in tutti i collegi emiliani: una sfida possibile?
«Noi ci candidiamo a governare l’Italia. Vogliamo vincere in tutti i collegi, dando risposte concrete in modo molto serio».
Qual è l’emergenza più seria da affrontare?
«Dipende dai luoghi. Nel distretto ceramico è il prezzo del gas, nelle famiglie è l’inflazione. Per noi il pilastro su cui investire è la scuola: c’è molto da fare per come è stata bistrattata negli anni. Seguono la famiglia e la natalità. Nel nuovo anno scolastico ci sono 300mila iscritti in meno. La scuola è con il lavoro e la famiglia il pilastro su cui si costruisce la società. La politica ha il dovere di dare risposte immediate».
Per esempio?
«I giovani non devono pensare ai figli come a una tassa aggiuntiva. Oggi una famiglia spende 1.300-1.400 euro per il materiale scolastico. I soldi spesi per gli studi dei figli non sono fini a se stessi, ma è un in investimento per il futuro. In tal senso, è iniquo detrarre fino a ottocento euro. Pensiamo a una proposta politica in cui siano sottratte tutte le spese scolastiche dal reddito. In Italia una donna che diventa una mamma è costretta a una scelta. Nei primi quattro mesi (più eventuale quinto) riceve il cento per cento dello stipendio, dopo l’indennità è pari al cinquanta per cento. In Germania l’indennità equivale al 67 per cento dello stipendio. Non vanno poste le mamme davanti a scelte obbligatorie per condizioni economiche. A Piacenza abbiamo avviato la politica di costruire asili insieme alle residenze sociali per anziani: l’integrazione sociale è importantissima».
Parlando di Emilia Romagna, sulla regione da tempo sventola la bandiera rossa...
«Lo dicevano anche della Liguria. Arriva però un momento in cui l coperchio della pentola scoppia. La nostra è una proposta credibile e seria per alternativa. Non demonizziamo gli avversari, ma avanziamo proposte più adeguate al futuro della società. Le infrastrutture sono necessarie e le realizzeremo, coniugando lo sviluppo e la difesa dell’ambiente».
Sulle infrastrutture resta il tema dell’autostrada Cispadana. Il progetto non avanza come da programma: che ne pensa?
«Penso sia il tempo di dare basta alla politica dei no. Ero ministro alle Infrastrutture nel 2014 quando se ne parlava: adesso è l’ora si realizzi. Se avessimo ascoltato chi non voleva i treni dell’alta velocità oggi non potremmo andare da Roma a Bologna rapidamente, lasciando le macchine a casa. Allo stesso tempo, non avremmo un ambiente migliore. Le grandi opere non vanno demonizzate. L’Emilia Romagna ha bisogno come il pane di una logistica che permetta la competitività delle imprese. Per il centrodestra le grandi opere sono fondamentali».
Veniamo al centrodestra. Se il vostro schieramento dovesse vincere, chi sarà il presidente del Consiglio?
«Ci siamo dati una regola: il partito che prende più voti indica alla coalizione il leader. Siamo appunto una coalizione e ogni partito porta avanti il proprio valore. Se Giorgia Meloni dovesse condurre il primo partito allora si presenterà dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’incarico. Lo stesso è stato fatto per le altre elezioni democratiche, come per Berlusconi, per Prodi...».
Le “elezioni democratiche” richiamano alla mente le parole di Meloni sul leader ungherese Viktor Orbán, su cui ha avuto posizioni critiche lo stesso leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Che politica estera si preannuncia?
«Ci attaccano sull’Ungheria e sui soldi russi. In realtà, tutto il centrodestra fa parte del Partito popolare europeo. Tutta la nostra coalizione ha un’unica posizione sulla politica estera».
Qual è l’unicità dell’Emilia Romagna?
«Ha grandi distretti industriali, un’agricoltura di qualità, una forte offerta turistica, punta sull’innovazione tecnologica e su grandi università. È una regione che può fare da traino con un modello di sviluppo diverso».
A Reggio Emilia v’è il progetto sino-americano di Silk-Faw. Può essere un’occasione di sviluppo?
«L’automotive ha sempre rappresentato un’eccellenza del nostro Paese. Occorre accettare le sfide dello sviluppo e della transizione ecologica, stando attenti a non consegnare l’Italia né al gas della Russia né alle batterie della Cina».
Che ne pensa del taglio ai parlamentari?
«Abbiamo votato contro, tanto più che la riforma non è stata accompagnata da una nuova legge elettorale».
E d estendere ai diciottenni il voto per il Senato?
«Può essere una bella opportunità, partendo da una scuola che valorizzi le competenze».
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