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Candidati sotto la lente dalla Nato al caro energia

Gabriele Farina
Candidati sotto la lente dalla Nato al caro energia

Unindustria sollecita il dibattito con “18 proposte per l’Italia”

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Reggio Emilia «Aderite ai principi dell’Unione Europea?». «Rispettate il Patto Atlantico?». Unindustria interroga i candidati reggiani. Al Centro Malaguzzi è Roberta Anceschi, presidente dell’unione degli imprenditori, a farsi portavoce delle “18 proposte per l’Italia” nell’incontro di ieri pomeriggio. Le posizioni di Unindustria sono in sintonia con la linea di Confindustria, la galassia a cui l’unione appartiene. E l’Unione Europea è il primo punto su cui Unindustria non intende transigere.

«L’Europa e il mercato interno, di cui bisogna preservare il corretto e uniforme funzionamento, sono l’orizzonte imprescindibile per chi produce», la linea di Unindustria. La condanna all’Ungheria e le sanzioni alla Russia sono punti fermi per l’unione degli industriali, rivolta più a Occidente che a Oriente.

«Il Governo che nascerà dopo l’esito delle urne deve scongiurare ogni equivoco in proposito – si rimarca al secondo punto delle proposte – e ribadire la linea di assoluta fermezza e condivisione delle misure politiche, militari ed economiche assunte in sede Nato e di concerto con gli Stati Uniti».

La linea non potrebbe essere più chiara. «Sarebbe un errore ignorare le implicazioni europee del voto italiano – sottolinea Anceschi –, così come sarebbe sbagliato sottovalutare i rischi che queste decisioni potrebbero comportare per il Paese e per il suo sistema industriale».

In relazione all’industria, la presidente elenca le maggiori criticità che deve risolvere il prossimo governo : «la bolletta energetica, l’inflazione, i costi della transizione energetica che mettono a rischio molte filiere industriali, il rallentamento dell’economia statunitense e cinese, la carenza di competenze rispetto alla domanda delle imprese e il peggioramento delle condizioni di credito».

«Servono politiche diversificate», suggerisce Benedetta Fiorini, candidata alla Camera per la Lega.

«Non abbiamo mai fatto un programma di indipendenza energetica», critica Maura Manghi, candidata alla Camera per Italia Viva-Azione, che chiede di puntare sull’energia nucleare.

«Andare a smentire due referendum potrebbe andare ad aumentare la disaffezione degli italiani per la politica», obietta Davide Zanichelli, candidato alla Camera per il Movimento 5 Stelle.

«Se il governo Draghi fosse ancora in carica avremmo già il tetto europeo per il gas», sostiene Graziano Delrio, candidato al Senato per il Partito democratico.

Le responsabilità per la caduta del governo Draghi e i rigassificatori fanno dibattere i candidati. Al nome del premier uscente si lega una richiesta ferma di Unindustria: «Nessun passo indietro sul Pnrr». Tutti d’accordo sul Piano esistente, a parte suggerimenti di possibili miglioramenti posti da Fiorini.

Un altro punto di convergenza per i candidati sul piano fiscale è l’abolizione dell’Irap. Parlando di proposte politiche, il quinto punto è tra i più combattuti. Non passa inosservata la riduzione del reddito di cittadinanza «a esclusivo strumento destinato al sostegno della povertà, annullando il suo impossibile ruolo di attore delle politiche attive del lavoro».

Fiorini è ancora più drastico: «Il reddito di cittadinanza va tolto». «Va abolito o riformato», l’eco di Manghi, che suggerisce la «tassazione negativa».

«Il reddito è uno strumento di contrasto alla povertà», la difesa di Zanichelli, per cui è invece necessario migliorare il modello esistente.

«Noi non abbiamo mai voluto abolirlo», la sponda di Delrio, per cui è fondamentale aumentare le politiche di ricerca del lavoro.

Polemiche sul sostegno all’Ungheria espresso da Fratelli d’Italia e Lega dopo la condanna della Ue. «Non possiamo scimmiottare l’Ungheria», affonda Delrio. «Dobbiamo avere un’Europa forte», replica Fiorini.

«Gli interessi nazionali vanno compenetrati con quelli degli altri Paesi europei», sfida Manghi. Zanichelli interviene sulle tasse a livello più ampio. Nessuno dei candidati osa criticare l’appartenenza del nostro Paese al Patto Atlantico e neppure la posizione dell’Italia all’interno dell’Unione Europea.

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