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«Venite, c’è un morto in casa». Ma il 45enne era già all’ospedale

Ambra Prati
«Venite, c’è un morto in casa». Ma il 45enne era già all’ospedale

In viale Monte San Michele soccorsi mobilitati per un falso allarme

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Reggio Emilia I vicini, non sentendolo e non vedendolo da giorni, hanno ipotizzato che potesse essere stato colto da malore nel suo appartamento. Invece – dopo una massiccia mobilitazione di forze dell’ordine e sanitari – si è appurato che l’uomo, un 45enne, si trovava già in ospedale: a causa di un malore notturno era stato portato via dall’ambulanzacinque giorni fa. Un falso allarme, dunque, che tuttavia ha attirato l’attenzione di studenti e genitori (a quell’ora era suonata da poco la campanella di fine lezioni), dei residenti e dei passanti in viale Monte San Michele.

Al civico 16, di fronte allo stabile un tempo sede degli ambulatori Ausl, si trova un complesso di case popolari Acer. Dalla palazzina, ieri poco prima delle 14, qualcuno ha telefonato al 118, riferendo che di un condomino – noto per la sua salute malferma – non si avevano notizie da giorni. «Venite, non vorremmo che fosse successa una disgrazia», è stato il tenore della richiesta. La centrale operativa di Reggio Soccorso ha inviato sul posto un’automedica e un’ambulanza e in contemporanea – com’è di prassi quando si sospetta un decesso domestico – è stata mobilitata una Volante della polizia di Stato e una squadra dei vigili del fuoco, per aprire la porta. Quando almeno una decina tra agenti e sanitari sono arrivati in viale Monte San Michele, a pochi metri dalla sede dalla questura, è parso chiaro che non c’era alcuna emergenza; da una rapida verifica in banca dati sul nominativo del residente si è scoperto che il 45enne era semplicemente ricoverato in ospedale.

«Non so chi abbia allertato le forze dell’ordine: anch’io mi sono stupito vedendo tutte quelle persone – ha spiegato un residente affacciato alla finestra – Il signore abita qui di fianco a me. Giovedì scorso, alle 2 di notte, si è sentito male ed è stato ricoverato in ospedale dov’è tuttora sotto osservazione, come mi ha raccontato la sorella che è passata dall’appartamento l’altro giorno per prendere della biancheria e portarla al degente. Con tutta probabilità gli altri condomini non ne erano al corrente perché l’ambulanza era a sirene spente». 


 

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