È polemica sui pro diga
Un comitato a Lentigione per la realizzazione dell’invaso. Vinci (FdI) tra i promotori. Il Pd locale: «È campagna elettorale»
Brescello La diga di Vetto fa discutere anche in pianura. A sostegno del progetto del quale si parla fin dal 1860, in terra reggiana, nei giorni scorsi è nato il nuovo comitato “Lentigione per la diga di Vetto”, con l’obiettivo di ribadire l’utilità dell’opera, funzionale non solo a contrastare la siccità, ma anche ad evitare disastri naturali come quello che colpì la frazione di Brescello nel dicembre 2017, allagata dal torrente Enza, con conseguenze devastanti per tutto l’abitato.
Il comitato è stato presentato a Reggio Emilia e vede nei panni del presidente Luigi Bianchini, medico veterinario residente a Brescello, che ha fondato il gruppo assieme a Lino Franzini e Luciano Catellani, storici componenti del comitato per la diga di Vetto.
Tra i promotori dell’iniziativa, anche l’onorevole Gianluca Vinci di Fratelli d’Italia, che ha assicurato impegno in prima persona – in caso di nuova elezione a deputato – nel promuovere il progetto della diga di Vetto a Roma.
Ma la nascita del nuovo comitato è stata accolta con sorpresa a Brescello, dove il Pd locale ha emesso una nota nella quale esprime alcuni dubbi.
«Rispetto alla questione dell’invaso di Vetto – sottolinea il comunicato – il Pd è stato chiaro e gli atti amministrativi, così come i fondi concreti stanziati, lo dimostrano: quell’invaso risulta essere necessario per colmare il deficit idrico dei nostri territori e la Regione ha finanziato uno studio affidato ad enti esterni che lo dimostrano; la stessa Regione ha ottenuto dal Governo uscente 3,5 milioni di euro per lo studio di fattibilità e progettazione dell’invaso. Nel caso di questo comitato pro diga di Vetto ci sono però sorti alcuni dubbi che riguardano i veri obiettivi del comitato».
«Strano – sottolinea il Pd brescellese – che un comitato che affronta un tema così importante nasca in difesa del territorio di Lentigione colpito dalla alluvione nel 2017 a cinque giorni dal voto nel 2022. Strano che a supporto di questo comitato scenda in campo un parlamentare di Fratelli d’Italia che forse ha visto le foto della alluvione di Lentigione e i filmati, ma non conosce di certo il dramma dei suoi cittadini. Strano scoprire che a presiedere il comitato sia stato nominato Luigi Bianchini, persona rispettabilissima, ma nominata da chi? In genere i comitati si organizzano con persone che hanno interessi comuni e al loro interno viene scelto il presidente con una votazione democratica. Sarebbe molto offensivo per i cittadini lentigionesi e brescellesi sapere che il presidente di un comitato della frazione è stato scelto da soggetti che nulla hanno a che fare con la frazione stessa. Strano che tutto avvenga a cinque giorni dal voto e, soprattutto, a pochi mesi dalle elezioni comunali del nostro Comune; o forse no, niente di strano, siamo in campagna elettorale e per le comunali girano nomi che sono un classico già visto per quanto riguarda la destra brescellese».
«Se è come crediamo – conclude la segreteria del circolo Pd di Brescello – è meglio che, invece di mandare in avanscoperta il povero Bianchini con il supporto dell’onorevole Vinci, ci metta la faccia chi vuole candidarsi a sindaco e giochi a carte scoperte, perché non c’è niente da nascondere. Per noi del Pd certi nomi che circolano come candidati sono una buona notizia: rappresentano la certezza che la destra di Fratelli d’Italia non vincerà le elezioni nel nostro Comune». l
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