Gibertini torna in libertà, l’Ordine dei giornalisti lo ha radiato
L’ormai ex volto tv ha ottenuto uno sconto di pena per buona condotta
Reggio Emilia Ha espiato la pena connessa al maxiprocesso Aemilia ed è tornato in libertà, ma non è più da tempo un giornalista Marco Gibertini, 56 anni, che è stato radiato dall’Ordine.
Due facce della stessa medaglia, perché su entrambi i fronti i grossi guai per il volto tv reggiano sono iniziati nel gennaio 2015 con l’arresto per concorso esterno in associazione mafiosa e culminato con la condanna definitiva in Aemilia (9 anni e 4 mesi di reclusione) dell’ottobre 2018 in Cassazione, il che ha poi fatto scattare l’iter disciplinare all’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna. Da fine luglio il rubierese è uscito dal carcere di Parma, avendo ottenuto la liberazione anticipata con uno sconto di 2 anni e 3 mesi di reclusione per buona condotta («Alla luce di relazioni molto positive da parte del carcere» rimarca l’avvocato difensore Liborio Cataliotti).
A sancire la radiazione dall’Albo dei giornalisti (Gibertini era da parecchi anni nell’elenco dei professionisti) è stato – a fine 2020 – il Consiglio nazionale di disciplina che ha rigettato il ricorso difensivo presentato dal volto tv contro la decisione del Consiglio di disciplina dell’Emilia-Romagna, già espressosi sulla radiazione nel febbraio di due anni fa. Sul piano giudiziario Gibertini deve ancora affrontare due procedimenti. In primo grado è stato condannato – nell’aprile 2021 – ad un anno e mezzo di reclusione per tentata truffa nei confronti del commercialista reggiano Mauro Macchiaverna. Mentre nell’altro processo siamo sul terreno tributario e di recente vi è stata la riunione in Octopus di tre nuove imputazioni (dichiarazione infedele, false fatture e occultamento della contabilità). Svolta giudiziaria che fa parte della strategia dell’avvocato Cataliotti, accolta dal magistrato giudicante nel processo a sè stante che si era aperto pochi mesi prima. Il legale ha inteso includere queste tre accuse in una situazione temporalmente analoga, ritenendo di potersi difendere con maggiore efficacia nel procedimento con rito ordinario che entrerà nel vivo in ottobre (32 imputati per un giro milionario di false fatture).
Le tre nuove imputazioni sono emerse sulla scia di un’inchiesta della Finanza coordinata dalla pm Laura Galli. Secondo l’accusa, tutto ruota sulla ditta individuale “Gibertini Comunicazioni” (di cui l’imputato era titolare unico) che aveva sede in città in viale Ramazzini al civico 2 e gli anni presi in considerazione dagli inquirenti sul piano accusatorio vanno dal 2011 al 2015. Relativamente al reato di dichiarazione infedele, sono due i periodi di imposta (con relativa dichiarazione dei redditi trasmessa per via telematica) finiti nel mirino della Finanza. Nel periodo d’imposta datato 2011 vengono contestate a Gibertini due evasioni: sui redditi (Irpef) di quasi 300mila euro e 166mila euro per quanto concerne l’imposta sul valore aggiunto (Iva). Stesso copione per il periodo d’imposta 2012, ma con cifre leggermente più alte: 317mila euro (Irpef) e 178mila euro (Iva). Poi c’è la contestazione di false fatturazioni «per consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto» che riguarda 4 anni con importi via via in picchiata: 2011 ( 196.800 euro, pari a 40mila euro di Iva), 2012 (151mila euro, pari a 31mila euro di Ivaa), 2013 (34mila euro, pari a 7mila euro di Iva), 2014 (3mila euro, pari a 660 euro). Infine al volto tv viene imputato l’occultamento della contabilità della sua ditta.
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