Bollette, energia a +153%
Il bilancio del Comune di Reggio rivisto sui costi aggiornati a settembre. Esborso aggiuntivo di 6 milioni di euro. Marchi: «Era il nostro tesoretto»
Reggio Emilia Il caro bollette “spenna” anche le casse pubbliche, alle prese con incrementi a doppia e perfino a tripla cifra: è il caso dell’elettricità, arrivata a +153%.
Il Comune di Reggio Emilia ha rivisto – ovviamente al rialzo – il bilancio 2022: in base ai consumi aggiornati a settembre è stata fatta una proiezione su tutto l’anno. «Si tratta di una stima con i costi attuali, sempre che i prezzi non si impennino ulteriormente», spiega l’assessore al Bilancio Daniele Marchi.
Il risultato fa spavento: il Comune stima un incremento dei costi di 6 milioni di euro, ai quali si aggiungono altri 1,4 milioni di euro per le utenze delle partecipate: cioè Asp (800mila euro) e Istituzione scuole e nidi (500mila euro). Questi sei milioni sul groppone del municipio sono così ripartiti: 2,6 milioni (equivalente a +50%) per l’illuminazione pubblica, la prima voce; 2,3 milioni (pari al 153%) per le utenze di elettricità; infine un milione in più per la gestione calore (leggi riscaldamento), con l’avvertenza che la voce risulta per forza leggera in estate.
Il dato che sorprende è che l’energia elettrica è più “pesante” del riscaldamento. L’impatto maggiore è dato dalla voce utenze Enel: luci, computer e apparecchi elettronici degli edifici pubblici sono un vero salasso. Sul riscaldamento, precisa Marchi, «non si razionerà per ora». Stesso proposito per l’illuminazione pubblica. «Non abbiamo in agenda un piano di razionamento dei lampioni. Credo che il gioco non varrebbe la candela: sarebbe maggiore il disagio dell’effettivo sollievo sui conti».
La parola d’ordine in piazza Prampolini è non tagliare i servizi e non ritoccare le tariffe, per non gravare sulle famiglie già in difficoltà. «Prevediamo un’ultima variazione di assestamento al bilancio a novembre; nel frattempo monitoriamo i costi – prosegue Marchi –. Regna l’incertezza, soprattutto sul 2023, che si spera sia un anno migliore sul fronte caro energia». Una incertezza legata anche all’assenza della Finanziaria, che spetterà al nuovo governo. «C’è questa schizofrenia: da un lato dobbiamo approvare i bilanci di previsione 2023 il prima possibile, per dare un seguito rapido a tutti i progetti del Pnrr, dall’altro lato la finanziaria arriverà a fine anno, perciò la parte corrente delle spese è destinata a subire scostamenti».
Chi paga gli incrementi? Il Comune rivendica che farà fronte di tasca propria: la copertura sarà per l’80% da risorse dirette del municipio e solo per il restante 20% da ristori statali (480mila euro già incassati e 1,2 milioni già assegnati da incassare). «Quei 6 milioni di euro, che oggi abbiamo dovuto mettere sul caro energia, era lo stesso ordine di grandezza delle risorse “libere” che si potevano usare per potenziare le politiche: un tesoretto messo da parte, anche dall’anno scorso, che ora non abbiamo più. Questo implica politiche di sobrietà».
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