«Parole agghiaccianti, confermati i sospetti. Noi parte civile, lo dobbiamo a tutte le Saman»
Il commento della sindaca. E Penelope: «In aula saremo la sua famiglia»
Novellara «Le parole del padre, che apprendo dalla stampa, sono terribili. Al tempo stesso sono la conferma del quadro che gli inquirenti avevano già prospettato». Questo il commento a caldo della sindaca di Novellara Elena Carletti dopo la diffusione del contenuto di una telefonata tra il padre di Saman e un fratello dell’uomo.
«Ho molta fiducia nel lavoro svolto dagli inquirenti – prosegue la prima cittadina –. Hanno affrontato il caso con grande attenzione e spirito di sacrificio fin dal principio. Ricordo prima di tutto le ricerche estenuanti del corpo della ragazza nell’estate del 2021». Ricerche che purtroppo non hanno condotto al ritrovamento nonostante gli enormi sforzi profusi.
Gli elementi emersi ieri su questa tragica vicenda non fanno altro che supportare le ipotesi che gli investigatori reggiani hanno avanzato fin dalle prime battute. Questo però non toglie che questa conversazione aggiunga una nota agghiacciante alla vicenda – prosegue Carletti – nonostante si sospettasse già che Saman fosse rimasta vittima di un piano familiare per ucciderla. Un piano voluto proprio dal padre».
Il Comune di Novellara si è costituito parte civile nel processo che inizierà a febbraio e sarà assistito dall’avvocato Nicola Termanini di Carpi (che rappresenta anche l’Unione dei Comuni Bassa reggiana).
«Lo facciamo per Saman e per tutte le ragazze come lei, che hanno subìto il dramma dei matrimoni forzati e magari non l’hanno mai denunciato. È un atto con un valore politico, che conferma la ferma condanna che abbiamo sempre espresso dei matrimoni forzati. Si tratta di un tema sul quale come Comune di Novellara abbiamo lavorato. Come sindaca, da quando ho iniziato il mio primo mandato, ho posto al centro il tema dei diritti delle donne».
Anche l’associazione Penelope Emilia Romagna si è costituita parte civile. L’associazione è nata per aiutare le famiglie delle persone scomparse. «In questo processo, invece, saremo noi la famiglia di Saman. Dal momento che quella della ragazza è sotto processo», dice l’avvocata Barbara Iannucelli.
Tra le parti civili vi è anche il fratello di Saman, assistito dall’avvocata Valeria Miari, e l’Unione delle Comunità Islamiche in Italia (avvocato Riziero Angeletti).
Le dichiarazioni del fratello di Saman sono state fondamentali in questa inchiesta e lo saranno anche nel dibattimento. l
J. D. P.
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