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Sportmax, donne psichedeliche con lo strascico giorno e notte

Sportmax, donne psichedeliche  con lo strascico giorno e notte

Ieri in passerella a Milano una creatività che mescola l’alieno al familiare 

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Reggio Emilia Maniche lunghissime, stivali a calza, sottovesti strappate e fantasie psichedeliche sulla passerella di Sportmax, che per la prossima estate gioca sui contrasti. Lunghissimo e mini, con i crop top a maniche lunghe o con una manica sola, le gonne con lo strascico in versione streetwear, i pantaloni che toccano il pavimento. Questo ed altro, nel segno di una creatività sfrontata e fragorosa, è andato in scena ieri durante la settimana milanese della moda.

Sul la contaminazione dei sensi nella percezione, Sportmax costruisce un collage alchemico di elementi che trovano il proprio equilibrio e trascendono ogni logica spiegazione. L’abbinamento istintivo di silhouette, colori, texture, movimenti e suoni dà vita a un’estetica alla ricerca di quell’innocenza tipica dei bambini, del loro sguardo di continua meraviglia. È un invito ad abbracciare i dualismi, mescolando l’alieno al familiare. Geometrico e organico. Naturale e artificiale. Ultra-casual e stravagante. Da questi contrasti nascono look minimali fino a trasformarsi in una seconda pelle.

Ma anche fantasie che ammantano il corpo di un’energia ipnotica e luminescente, alternate a volumi scultorei di gonne dal sapore techno-couture che si abbinano a top ridottissimi. E ci sono accenti streetwear riletti ironicamente come se fossero look da gran sera, con le maniche extra-long e gli orli simili a uno strascico da red carpet.

I colori sono accesi, dai toni acidi a quelli pastello, alle tinte più profonde, completati da tocchi di bianco ottico e di pure black. Le stampe sono optical, affiancate da motivi psichedelici e texture dal padding-effect che evidenziano la sensazione tattile.

Tra gli accessori spiccano gli stivali, modellati sulla gamba come una seconda pelle. Dalle linee ad A con le spalle strette, la vita bassa e la gran svasatura della gonna degli anni ‘50; alla space age degli anni ‘60 dove si immaginavano abiti futuribili; alla contro-cultura anni ’90, fatta di suggestioni cyberpunk cresciute in seno alla scena della musica techno e dei rave clandestini. La collezione diventa così una sperimentazione incessante, tra universi Sugarpunk, Psycho-chic e Techno-couture che si mescolano insieme in un’affermazione di alterità, allergica ai conformismi e alla continua ricerca dell’estremo. In sottofondo, la colonna sonora di Teho Teardo.l

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