«I nemici dei ragazzi? Alcol, nuove droghe e psicostimolanti»
Angela Zannini, direttrice del Servizio dipendenze patologiche (SerDP) di Reggio Emilia: «Al SerDp solo la punta dell’iceberg»
Reggio Emilia Tra i comportamenti ad alto rischio maggiormente diffusi tra gli adolescenti ritroviamo il consumo di alcol, tabacco e psicofarmaci senza prescrizione medica. Ma a preoccupare gli adulti è anche l’avvicinamento dei ragazzi alla cannabis (anche light, sebbene legale) e ad altre sostanze illecite.
Per Angela Zannini, direttrice del Servizio dipendenze patologiche (SerDP) di Reggio Emilia, «l’adolescenza si configura come un periodo di transizione durante il quale la persona è portata a sperimentare e vivere nuovi comportamenti». «Il problema – spiega – è che a volte nel ricercare queste nuove sensazioni ed esperienze possono perdere il controllo, mettendo in atto azioni potenzialmente pericolose per la loro salute. Per questo l’attenzione delle famiglie, della scuola e dei servizi sanitari diventa il primo elemento di prevenzione e di accompagnamento all’adolescenza».
Dall’ultima ricerca nazionale ESPAD®Italia, promossa ogni anno dall’istituto di Fisiologia Clinica del CNR, che “fotografa” i comportamenti a rischio in un campione rappresentativo di studenti italiani delle scuole superiori (15-19 anni), emerge che, durante il periodo di lockdown, il 43% degli intervistati ha fatto consumo di alcol e il 16% – nonostante l’impossibilità di uscire con gli amici – ha bevuto cinque o più drink di fila (binge drinking) almeno una volta.
Lo studio rivela poi che il 18% degli studenti ha assunto almeno una sostanza illegale, con la cannabis che risulta ampiamente quella più utilizzata. E nel 22% dei casi si tratta di un consumo a rischio.
Per quanto riguarda l’assunzione di psicofarmaci senza prescrizione medica (per motivazioni diverse dall’oggetto della prescrizione o, come indicato dal termine stesso, senza esser stati prescritti dal medico), nel 2021 si è registrato un lieve incremento rispetto al 2020 ma le percentuali restano inferiori rispetto agli anni pre-pandemici 2017 e 2018.
«In Italia viene riferito un lieve incremento del trend rispetto alla fase prepandemica nonostante l’aumento importante del disagio psicologico espresso da parte degli adolescenti – commenta Zannini – anche il trend di uso di psicofarmaci senza ricetta riscontrato nell’accesso dei giovani con problemi di uso dannoso e dipendenza al SerDP di Reggio Emilia non ha subito incrementi significativi. Maggiore è stato sicuramente l’ uso di altre sostanze legali quali ad esempio l’alcol e gli psicostimolanti».
«Ad ogni modo – continua la direttrice del SerDP – un incremento di questo comportamento si è registrato ed è stato messo più spesso in atto dalle ragazze». Tra le motivazioni più “gettonate” compaiono l’illusione di dimagrire o di migliorare il proprio rendimento scolastico.
Gli psicofarmaci più diffusi tra gli adolescenti? Il benzodiazepine e gli ansiolatici.
Zannini riporta che «diversi autori hanno osservato come il consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica si associa al possibile emergere di problematiche sul piano psicologico, come episodi depressivi, disturbi da abuso di sostanze o comportamenti autolesionistici, sottolineando la necessità di approfondimento nello studio del fenomeno anche a scopo preventivo». «Tra i fattori di rischio associati a tali comportamenti» – conclude – si ritrovano l’aver vissuto traumi infantili o l’utilizzo da parte dei genitori stessi di psicofarmaci senza prescrizione medica».
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