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I lavoratori Nexion: «L’inflazione morde dovete rinnovare il nostro contratto»

Mauro Pinotti
I lavoratori Nexion: «L’inflazione morde dovete rinnovare il nostro contratto»

Manifestazione dall’azienda al centro. «Ci rivolgiamo alla famiglia Corghi»

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Correggio «Ci rivolgiamo alla famiglia Corghi, molto conosciuta a Correggio, che ad oggi detiene la maggioranza delle quote di controllo di Nexion Spa, attraverso la holding “Minio”, e può contribuire incisivamente a risolvere positivamente la vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro». Questo l’accorato appello dei lavoratori e delle lavoratrici della Nexion Spa (ex Corghi), che ieri hanno sfilato dalla sede di via Carpi 9 a piazza Carducci, dove si svolgeva il mercato, al grido di “Contratto! Contratto!” per distrubuire volantini con lo scopo di informare i correggesi del rifiuto, da parte della direzione aziendale, di rinnovare il contratto di lavoro scaduto nel 2021, ma anche del fatto che – affermano i lavoratori – i vertici di Nexion Spa (compresa la famiglia Corghi) non vogliono riconoscere alle maestranze lo sforzo del loro lavoro che ha portato a una crescita esponenziale dell’azienda, tanto da raggiungere, nel 2021, un utile straordinario pur in tempo di pandemia.

Sul sito della Nexion Spa, alla voce Corporate Profile, si legge: «Il Gruppo Nexion è fatto prima di tutto di persone. Persone che portano con sé i valori fondanti di ogni azienda, valori comuni in cui ci si è riconosciuti, cercati e uniti, fondendo quelle peculiarità che ci permettono oggi di portare nel mondo tecnologia e affidabilità».

Rsu, Fim Cisl e Fiom Cgil si augurano che i vertici della azienda correggese, che ha una storia lunga 60 anni, tengano presente davvero «il valore delle persone, come è stato scritto nel testo di presentazione dell’azienda».

Ieri alla manifestazione, organizzata dalle rsu Nexion, Fiom Cgil e Fim Cisl, erano presenti Davide Mariotti, sindacalista della Fiom Cgil che da 9 mesi segue la vertenza, oltre ai colleghi Davide Franco, Sara Canepari e Brunella Corrado. Presente anche il segretario provinciale Fiom Cgil, Simone Vecchi. In corteo pure i delegati aziendali Marco Mussini (Fiom Cgil) e Alessandro Poso (Fim Cisl).

«I lavoratori – ha detto Mariotti della Fiom Cgil – hanno fatto tanti sacrifici e hanno contribuito fortemente al raggiungimento dell’utile record dell’azienda. Crediamo che questa ricchezza dovrebbe essere distribuita a chi l’ha materialmente prodotta con il proprio lavoro, impegno e dedizione. Stiamo chiedendo un sostenibile rinnovo contrattuale».

I lavoratori hanno dichiarato di «essere orgogliosi di far parte di questa storica azienda che ha creato posti di lavoro e continua a credere nel territorio locale». L’ex Corghi, negli anni passati, ha sempre rinnovato i contratti ridistribuendo i profitti. «Siamo stupiti dal fatto che l’azienda abbia rifiutato di volerci venire incontro in questo particolare momento in cui l’inflazione arriverà in doppia cifra e dove stiamo soffrendo per il caro energia – hanno detto i delegati rsu Mussini e Poso –. Siamo anche feriti dalle parole che sono emerse nei comunicati dell’azienda, che ci accusa di non rispettare le regole e di comportamenti scorretti. All’epoca del vecchio fondatore della Corghi, scomparso pochi anni fa, una situazione del genere non si sarebbe mai verificata. L’ultimo sciopero per il rinnovo del contratto aziendale risale al 1998. Il cambio di passo è avvenuto due anni fa con l’arrivo di un fondo d’investimento americano che ha acquisito il 40% delle quote».

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