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La patria dei Cervi va alla destra: «Con Meloni ora il cambiamento»

La patria dei Cervi va alla destra: «Con Meloni ora il cambiamento»

A Gattatico anche tanti delusi. Una cittadina: «Se mio marito partigiano sapesse». Cavriago resta “rossa” ma c’è chi festeggia Meloni: «L’ho votata, abbiamo vinto»

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Reggio Emilia La patria dei fratelli Cervi, Gattatico, non è più “rossa”. Alle elezioni politiche, seppur di poco (lo scarto al Senato è stato di appena 24 voti), il centrodestra ha conquistato i cittadini di questa storica roccaforte della sinistra. Passeggiando tra le vie del paese, a pochi giorni dal trionfo di Giorgia Meloni, gli umori sono molto diversi. «Molti clienti sono delusi perché dicono che è tornato il fascismo – confida alla Gazzetta una barista, che preferisce rimanere anonima – eppure in tanti il centrodestra lo hanno votato, dato che ha vinto. Penso che preferiscano “mascherarsi” perché qua è tutto “rosso”, lo sappiamo». Eppure non tutti mostrano questo riserbo, come Filippo Del Sante, che parla di «risultato aspettato e pronosticato». «Sono contento – esordisce – con Meloni ora proviamo il cambiamento. Ha vinto perché è stata sempre coerente. Spero solo che la coalizione remi tutta nella stessa direzione».

Suo fratello, Paolo Del Sante, a Gattatico è consigliere comunale per la Lega. E anche lui mostra una certa soddisfazione. «Siamo arrivati davanti in un paese che è la sede del museo Cervi – commenta – credo che a spostare l’ago della bilancia siano stati i due anni di pandemia e il caro energia, problema sul quale non si è sentita nessuna proposta da parte della sinistra. In campagna elettorale l’unico argomento che ha avuto la sinistra è stata la lotta al fascismo. Ma i nazisti non ci sono più. Non capiscono che qua la gente pensa al quotidiano, ad arrivare a sera e capire quanti soldi ha in tasca». E sulla “sconfitta” di Salvini all’interno della coalizione: «Da leghisti siamo abbastanza delusi del risultato, ce lo aspettavamo perché abbiamo pagato lo scotto di stare nel governo Draghi».

Chi si dichiara invece apertamente delusa – non solo dalla vittoria del centrodestra ma dalla stessa sinistra – è Anna Maria Carretti, vedova di un partigiano del paese. «Ci sono rimasta molto male, non me l’aspettavo – ammette – se solo mio marito sapesse com’è andata... lui ha salvato delle persone e ha sempre lavorato per la pace. Ora mi auguro che questo governo pensi al lavoro dei giovani. Credo debba essere la priorità».

Critico verso la sinistra è Italo Medici: «Non hanno avuto la costanza di mettersi insieme e hanno consegnato il Paese alla destra. A me comunque destra o sinistra non importa, non ci guardo più. Basta che si facciano le cose nel modo giusto e ora bisogna pensare seriamente al lavoro e al problema di luce e gas».

Scheda bianca – una delle tante, nel suo caso però la prima di una “carriera” da elettore – per Marco Pontiroli, a cui non soddisfaceva nessuno dei candidati. La Meloni? «Non mi interessa se è fascista o no, semplicemente non la considero una persona preparata per fare la premier».

Poco lontano, a Cavriago, nota come la “piccola Pietroburgo d’Italia” per la presenza della statua (ancora volano di turismo) del leader bolscevico Lenin nell’omonima piazza, molti non si spiegano come la Meloni abbia preso tanti voti anche in questo baluardo del centrosinistra. Tra loro Carola Cangialosi, 21 anni, che non nasconde la delusione per il risultato elettorale. «Lunedì Cavriago si è svegliato molto arrabbiato – racconta – lavoro in un bar e ho sentito molti commenti di persone deluse. Purtroppo tanti ragazzi della mia età si sono astenuti perché pensavano che tanto avrebbe vinto la destra».

«Io – continua – dopo tante ricerche avevo le idee chiare su chi votare e nella mia scelta sicuramente ha pesato il tema dei diritti civili».

In paese un’altra under 30, la 26enne di origini egiziane Madiha Osama Shawki, si dice dispiaciuta di non avere potuto votare. «Nonostante io sia nata a Montecchio non ho la cittadinanza – spiega – molti giovani non hanno votato mentre io lo avrei fatto molto volentieri. A Cavriago so che molti non avrebbero voluto avere la Meloni. Personalmente sono abbastanza demoralizzata perché non so cosa succederà e come da qui in avanti si affronteranno tematiche come il razzismo e l’omofobia». Per Pasquale Marigliano è necessario che «il Pd smetta di essere il partito dell’élite, dei salotti, e torni ad essere il partito dei lavoratori». «Non che ci abbia fatto piacere la vittoria del centrodestra ma la Meloni ha saputo conquistare la piazza – riconosce – che la sinistra purtroppo ha perso».

Chi senza esitazione gioisce di fronte alla vittoria della leader di Fratelli d’Italia è un’altra barista del paese, Filomena Marra.

«Io sono contentissima perché l’ho votata. Mi piace come donna, ha carattere. E mi piacciono le sue idee. Spero che faccia subito qualcosa per il problema delle bollette perché l’ultimo anno le attività hanno vissuto una crisi pazzesca». «Devo dire – riporta – che lunedì al bar le persone hanno parlato poco e questo significa che non erano contente del risultato finale. Chi lo ha fatto diceva che siamo ritornati all’epoca del fascio e tutte quelle cavolate lì». l




 

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