Gazzetta di Reggio

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L’indagine

Compro Oro base del riciclaggio Sequestrati cinque chili di gioielli

Ambra Prati
Compro Oro base del riciclaggio Sequestrati cinque chili di gioielli

Smantellato dalla Polizia Stato un giro di soldi che partiva da furti seriali nelle case A finire in manette due persone. Fra le accuse anche quella di ricettazione

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Reggio Emilia Ricevevano chili e chili di oro, Rolex e monili preziosi, derivanti dai furti seriali nelle abitazioni compiuti da bande di stranieri, e li “monetizzavano” falsificando i registri di un Compro Oro della Bassa. Questa l’ipotesi degli inquirenti, che seguendo il risvolto economico della catena criminale sono risaliti a coloro che si occupavano di ricettazione e riciclaggio. La Squadra Mobile della polizia di Stato, a conclusione di un’indagine coordinata dalla Procura diretta dal dottor Gaetano Calogero Paci, ha dato esecuzione a due misure cautelari.

A finire in manette sono state due persone: un 41enne residente in città, con precedenti specifici (il ricettatore), e un 42enne incensurato titolare di un Compro Oro della Bassa (che riciclava gli oggetti rubati, facendoli figurare come portati da ignari clienti). L’attività è stata sottoposta a sequestro preventivo, mentre nei confronti del 41enne si è proceduto al sequestro per equivalante dell’auto, di un orologio e di un anello.

Le indagini degli uomini del dirigente Guglilemo Battisti sono partite nel 2019. I poliziotti sono quindi partiti dall’approfondimento di precedenti indagini sulle batterie di ladri professionisti, tenendo d’occhio un giovane ritenuto autore di una lunga serie di furti in abitazione; nel frattempo il ladro è stato condannato per quei fatti risalenti nel tempo. La finalità degli ulteriori accertamenti è stata risalire al volto “pulito” dei malviventi.

In un primo tempo, l’attenzione degli inquirenti si è soffermata sulla figura di un 41enne di Reggio, ricettatore di lungo corso. Sorvegliando le sue frequentazioni e i suoi spostamenti, la pista del “follow the money” (ovvero seguire i soldi) ha condotto a un Compro Oro, situato in provincia, dove i preziosi sottratti, dietro il paravento dell’attività lecita, venivano reimmessi sul mercato e trasformati in soldi. Grazie alle intercettazioni, gli investigatori della Mobile hanno documentato tre cessioni di ingenti quantità di oro; per alcuni di questi è stata ricostruita la provenienza furtiva e si è potuto restituire i gioielli ai legittimi proprietari.

Il passo successivo è stato stabilire il metodo di riciclaggio, che avveniva su larga scala tramite ignari clienti del negozio. Funzionava così: un cittadino andava a vendere ad esempio un anello e veniva registrato come impone la legge.

Peccato che poi il titolare annotava lo stesso nominativo più volte, come se lo stesso cliente si fosse presentato per vendere altri dieci oggetti. Il giochino, emerso analizzando i file della contabilità rinvenuti nel corso della perquisizione del Compro Oro, ha comportato un lavoro immane.

I poliziotti hanno dovuto identificare e interpellare 39 persone che, a vario titolo, si erano recati nel Compro Oro: tutti sono risultati estranei al riciclaggio, poiché hanno escluso di aver conferito la montagna di oro che transitava per l’attività. Che di montagna si trattasse lo dicono i numeri: da quel negozio sono passati in totale 1,602 chili di oro e 6,633 chili di argento, per compravendite che ammontano – sulla carta – a 44.771 euro.

Gran parte di questo fiume di metallo prezioso è stato intercettato, visto che durante le indagini sono stati sequestrati oltre cinque chili di orologi, pietre preziose e monili.

Senza contare che durante le perquisizioni gli agenti hanno trovato nella disponibilità dei due arrestati – formalmente indigenti o con un reddito minimo – sei orologi di pregio (alcuni Rolex, altri di altri marchi) per un valore di 60mila euro. Anche gli orologi sono stati sequestrati, per verificarne, con l’aiuto della casa madre, la provenienza. l


 

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