«Non c’è alcun posto libero sul bus È inaccettabile, servono soluzioni»
I genitori fotografano mezzi stipati. Continuano le proteste
Cavriago «Il bus è pieno: non ci sono posti liberi». A dirlo è un genitore. Continua così il braccio di ferro tra le famiglie esasperate dalla situazione che i ragazzi devono affrontare tutte le mattine e l’Agenzia per la Mobilità, che nei giorni scorsi, tramite un comunicato, aveva dichiarato che «gli autobus sono affollati ma con posti ancora liberi». La situazione, come si nota dalla foto scattata ieri mattina, è ancora critica: gli studenti della tratta Cavriago- Montecchio-Sant’Ilario sono stipati come sardine e, nel peggiore dei casi (come accaduto lo scorso sabato a una decina di ragazzi) rimangono a piedi.
«Qui non si tratta di fare polemica – commentava ieri mattina alla fermata uno dei genitori – ma di trovare una soluzione adeguata per i ragazzi. Sabato mattina mio figlio è rimasto a piedi, il pullman era pieno e non è riuscito a salire. Sono stato costretto a prendere un’ora di permesso per accompagnarlo io a Sant’Ilario. Ma quanto può durare una situazione così? Non ci sono posti liberi, e se va bene i ragazzi trovano un posto in piedi. Nessuno ha tempo di fare polemiche, stiamo solo cercando di avere la garanzia di un servizio di trasporto sicuro e adeguato per i nostri ragazzi», conclude il genitore, che è costretto ad attendere alla fermata del bus se il figlio troverà posto sul pullman al mattino, e come lui ci sono tanti altri genitori di Cavriago. La linea finita al centro delle lamentele dall’inizio dell’anno scolastico è sempre quella: la tratta delle ore 7. 15 che accompagna i ragazzi da Cavriago a Montecchio e a Sant’Ilario, e che, ogni mattina, rischia di trasformarsi in un’odissea per ragazzi e famiglie.
Sulla vicenda nei giorni scorsi era intervenuta anche la sindaca di Cavriago, Francesca Bedogni.
L’Agenzia della Mobilità di Reggio Emilia aveva dichiarato: «In considerazione delle risultanze dei primi rilievi, sono stati attuati correttivi sui servizi, dapprima mediante l’inserimento di un mezzo di 14 metri, con una capienza massima di 129 posti, poi sostituito da un autobus di 18 metri (150 passeggeri tra posti in piedi e a sedere). La percezione del livello di riempimento di un mezzo può essere talvolta falsata dal posizionamento degli utenti all’interno dello stesso, creando la sensazione di un trasporto “affollato”, nonostante risultino ben al di sotto della capienza massima. Ciò emerge in particolare dai monitoraggi con la videosorveglianza presenti sugli autobus di Tpl, che sottolineano come i mezzi della tratta interessata presentino posti disponibili, resi poco visibili dal posizionamento degli utenti davanti alle porte di accesso agli stessi». L’Agenzia sostiene inoltre che il ritorno al 100% delle capienze post Covid può «comportare una differente percezione dell’utenza a bordo di un mezzo».
Quanto al ritardo riscontrato mercoledì 28 settembre, «non è correlato a problematiche di servizio, in quanto mera conseguenza dei disagi creati dall’incidente sull’autostrada A1». Incidente che ha paralizzato il traffico sulla via Emilia. Ma al di là di queste spiegazioni, i genitori non mollano: continuano a chiedere una soluzione per una tratta che presenta lacune dall’inizio dell’anno scolastico. «Non è accettabile. Le foto dimostrano tutto. Abbiamo bisogno di soluzioni rapide».l
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