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Terzo settore in ginocchio

Boom di domande per i bonus energia al patronato Acli

Gabriele Farina
Boom di domande per i bonus energia al patronato Acli

La responsabile del Caf avverte: «Non sono facilmente fruibili»

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Reggio Emilia «Aiutateci: non sappiamo come fare a pagare le bollette». La richiesta diventa sempre più frequente dalle parti di via Montefiorino 10/1.

L’edificio è sede del patronato Acli, acronimo di associazione cristiana lavoratori italiani. Lo sportello è gestito da Laura Montanari, responsabile del centro di assistenza fiscale (Caf) dell’Acli.

Montanari risponde prendendo una pausa da un viavai di assistiti. Le classiche operazioni quali le dichiarazioni dei redditi sono man mano affiancati da richieste aggiuntive di aiuti.

«Tante persone ci dicono che non ce la fanno più a pagare le bollette – assicura la responsabile – e ci anticipano che dunque smetteranno di pagarle».

Il quadro è frastagliato. Montanari sottolinea non sia sinora mai accaduto come una persona assistita si fosse presentato con una bolletta stretta tra le mani e tra le labbra la richiesta di un’assistenza, di un consiglio, di una parola di conforto.

«Non è mai capitato che si presentassero con le bollette – evidenzia la responsabile –. In ogni caso, le richieste che riceviamo sono tante».

Cosa fare in questi casi? «La prima porta a cui bussare sono gli assistenti sociali del Comune – replica Montanari –, a cui gli assistiti possono esporre i loro problemi e domandare di poter ricevere un aiuto».

Le richieste di aiuto hanno un denominatore comune. «In genere, si presentano nel nostro ufficio dalle venti alle trenta persone al giorno – sottolinea la responsabile – sia con l’appuntamento sia senza. Nell’ultimo periodo ci domandano soprattutto come affrontare i rincari nelle bollette e come ricevere i bonus generici».

Tali bonus sono trasversali. «Vi sono quelli erogati dallo Stato e dalla Regione Emilia Romagna – elenca Montanari – assieme a quelli dei singoli Comuni, come Reggio Emilia, Cadelbosco Sopra e Albinea».

La responsabile illustra una “conversazione tipo” in cui si passa dalla pratica fiscale alla richiesta di aiuto. «Le persone si presentano per il 730 o per la dichiarazione dei redditi – spiega Montanari – e poi fanno un’altra domanda per comprendere come sia possibile chiedere il bonus. In questi casi, noi andiamo a spiegare tutto l’iter per accedere per i bonus. Sottolineo che tali bonus non sono così facilmente fruibili».

Montanari fa l’esempio del bonus dei duecento euro per pensionati e lavoratori, istituito dal presidente del Consiglio uscente Mario Draghi. Le condizioni, le modalità di accesso e di revoca sono molteplici e il personale del Caf è tenuto a conoscerle per confrontarsi al meglio con gli assistiti.

Oltre al bonus “una tantum”, ve ne sono altri ancor più antichi. «I bonus per il gas, la luce, la casa e l’acqua ci sono da “secoli” – attesta la responsabile –. Le uniche differenze è che il plafond è stato aumentato con la crisi energetica e il livello di fascia Isee (indicatore della situazione economica equivalente) è stato leggermente incrementato. Per il resto, il metodo per arrivarci è sempre lo stesso».

Informarsi è un consiglio utile valido in tutte le circostanze. Dal punto di osservazione della responsabile emerge come talvolta siano i più giovani assistiti le persone meno informate sulle possibilità di bonus.

«I giovani fanno molta fatica ad accedere ai bonus – certifica Montanari – perché spesso non hanno le informazioni corrette e non arriva loro il messaggi. In genere, chiedono i bonus le famiglie, più improntate a produrre l’Isee per iscrivere i propri figli agli asili. Dall’indicatore si aggancia dunque tutto il discorso che riguarda l’energia».

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