Generi alimentari contingentati all’emporio Dora: «Le persone portano a noi i bollettini da pagare»
Il coordinatore Luca Boccacci: «Le aiutiamo con gli alimenti e le indirizziamo al Comune»
Reggio Emilia «Le persone portano a noi le bollette. Noi non sappiamo come aiutarle». Luca Boccacci interviene da coordinatore dell’emporio solidale Dora.
Il magazzino di viale Trento e Trieste da cinque anni va incontro alle necessità alimentari di famiglie in difficoltà. Le risorse stanno diminuendo e non soltanto i fondi economici. Negli scaffali è iniziato il contingentamento di beni alimentari quali pasta, latte, olio, riso e tonno. Un effetto le cui cause vanno ricercate nei rincari dei costi delle bollette.
Il problema parte a monte e si diffonde come una valanga sociale. Le attività del settore agroalimentare hanno diminuito la produzione dei beni contingentati, alla luce del calo delle materie prime e dell’incremento delle spese energetiche. In tal modo, è diventato più difficoltoso riempire gli scaffali per le spese solidali di sessantacinque famiglie reggiane.
«Negli ultimi anni sono cambiate le nazionalità delle persone che aiutiamo – garantisce il coordinatore –. Prima erano soprattutto persone extracomunitarie. Attualmente sono calate le famiglie arabe e sono aumentate quelle italiane. Possiamo dire che sono circa il cinquanta per cento quelle italiane e l’altro cinquanta per cento quelle straniere».
I volontari di Dora sono corsi ai ripari per far fronte al contingentamento dei generi alimentari. «Da parte nostra, riuscire ad alleggerire un attimo le persone dai loro problemi è un grande lavoro – garantisce Boccacci –. Noi continuiamo a sostenerle e abbiamo avviato altre raccolte per trovare più generi alimentari da dare alle famiglie. I maggiori aiuti ci giungono dal Conad Le Querce e dal Conad di Albinea, due realtà molto legate a Dora e al progetto. Quando manca qualcosa, il Conad Le Querce ci dà subito quello che manca. Abbiamo anche un buon rapporto con Coop, con cui impostiamo due raccolte all’anno».
Il personale di Dora ha avviato una campagna per raccogliere fondi e generi alimentari. La raccolta degli uni e degli altri proseguirà fino a Natale.
Le soddisfazioni rappresentano la linfa vitale per andare avanti. Sabato 1° ottobre l’emporio ha organizzato la seconda festa del quartiere Gardenia. «C’è venuta a trovare una delle prime famiglie che abbiamo aiutato: ci ha abbracciato e ci ha baciato – la soddisfazione nelle parole del coordinatore –. Questa è la gratifica più grande che ci possono dare».
Al medesimo tempo, i volontari di Dora si trovano costretti a dire diversi “no”. «Come emporio, ci troviamo in un “range” protetto – descrive Boccacci – perché lo stabile ci è stato dato dal Comune, abbiamo l’uso gratuito degli immobili e non abbiamo avuto problemi con le bollette per il momento. Sicuramente dopo ci arriverà una stangata».
Il sorriso non può che essere amaro, pensando ai problemi riscontrati da numerose famiglie che frequentano il magazzino di viale Trento Trieste. Il personale dei servizi sociali comunali li indirizza verso l’emporio solidale e le richieste di aiuti continuano a crescere.
«Tante famiglie ci portano le bollette e noi non sappiamo come aiutarle – si rammarica il coordinatore –. Tutto quello che possiamo fare è dare loro una mano con i generi alimentari».
In caso di richieste dirette di aiuti da parte delle persone assistite per le bollette la strada che i volontari percorrono è la stessa. «Invitiamo le persone a rivolgersi ai servizi sociali – spiega il coordinatore – che, in un modo o nell’altro, riescono ad aiutarli. Noi siamo quasi tutti volontari e oltre a indirizzare le persone ai servizi sociali non possiamo fare altro».
Resta un ostacolo invisibile da superare. «Molte famiglie si vergognano a dire di aver bisogno – attesta Boccacci – e si crea un problema relazionale».
Non è una novità. Ammettere di aver bisogno di assistenza è spesso il primo passo per poterla ottenere. Le persone che si sono rialzate dal punto di vista economico con il supporto dell’emporio solidale mantengono sentimenti di riconoscenza talvolta molto profondi nei confronti di chi li ha assistiti.
Molto indicativo il post apparso ieri sulla pagina Facebook di Dora. «Lo sportello di accesso all'Emporio Solidale Dora è aperto tutti i Martedì pomeriggio dalle 15 alle 18 in viale Trento Trieste, 11 Reggio Emilia – si legge nel testo digitale –. Chiama il 3928642482 e prendi un appuntamento per valutare la possibilità di accedere».
In tal senso, le soddisfazioni per chi ha il coraggio di chiedere aiuto (e per gli stessi volontari che danno una mano) non mancano.
«Aiutiamo le persone che rischiano di scivolare verso la povertà – conclude il coordinatore –. Le famiglie stanno un anno con noi. Quando incontriamo le persone ci salutano e ci abbracciano anche in strada».
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