Assalto in A1: processo ai 4
Prima udienza con rito abbreviato e a porte chiuse per la presunta banda di Cerignola. Il 14 gennaio 2021 la rapina al portavalori in autostrada. Tra le accuse il tentato omicidio
Reggio Emilia È cominciato ieri il processo con rito abbreviato che vede sul banco degli imputati quattro uomini, tutti di Cerignola in provincia di Foggia, che il 14 giugno del 2021, scatenarono il caos sull’A1, all’altezza di San Cesario in quell’assalto al portavalori che da tutti è ricordato come una scena da film. L’obiettivo erano i due milioni e mezzo che il portavalori trasportava ma che grazie alla resistenza delle guardie giurate, gli assalitori non riuscirono a portare via. E dunque di quella grossa somma che speravano di sottrarre dal blindato della ditta Battistelli, non videro neppure un centesimo.
L’attività d’indagine, coordinata dalla procura di Modena, ha visto in campo Squadra mobile di Modena, centrale operativa della polizia stradale di Bologna e Mobile di Foggia e ha portato all’arresto di quattro uomini nelle province di Foggia e Verona, oltre a numerose perquisizioni, nel dicembre dello scorso anno. Ulteriori arresti erano stati fatti alcuni mesi fa.
Ieri mattina il tribunale era blindato, e l’udienza a porte chiuse con la porta presidiata da agenti della polizia: il rito abbreviato lo prevede.
È stato deciso che il processo – incardinato ieri – partirà da gennaio. I reati per cui dovranno rispondere gli imputati sono pesanti. Non solo rapina pluriaggravata, ma anche blocco stradale e tentato omicidio.
È trascorso un anno e mezzo da quel giorno, ma quell’assalto è ancora fresco nella memoria dei modenesi. L’azione criminale del commando era iniziata alle 20 proseguendo per diverse ore.
Il commando, composto da una quindicina di persone, aveva iniziato il blocco stradale mettendo di traverso due tir. Altri avevano iniziato a sparare colpi di kalashnikov alle gomme delle macchina, costringendo gli automobilisti a scendere mentre alcune auto, per creare ulteriormente caos, venivano date alle fiamme.
E poi esplosioni, sentite anche a lunga distanza e l’attenzione dei rapinatori che si sposta sul blindato dove le guardie giurate si trovano ad affrontare il commando.
Alla fine i banditi non erano riusciti a mettere a segno il colpo e si erano dati alla fuga prima dell’arrivo delle forze dell’ordine lasciando dietro di sé chiodi a tre punte per evitare di essere inseguiti. Sull’Autosole si era formata una coda da oltre 10 chilometri. Non vi fu alcun ferito, se non qualche ammaccature per la guardie giurate, ma le operazioni andarono avanti fino all’alba.
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