«Per poter pagare le maxi bollette i prezzi saliranno o licenzieremo»
Esercenti reggiani al bivio: «Faremo due conti e ci adegueremo agli aumenti». Si apre il dibattito su quali rincari applicare in futuro ai clienti: «Siamo vittime»
Reggio Emilia Chiudere e lasciare a casa i dipendenti oppure aumentare i prezzi e rischiare di perdere i clienti.
È il dilemma che si trovano ad affrontare gli esercenti reggiani (e non soltanto) a causa delle maxi bollette.
«Sono aumentate del trecento per cento – esordisce Angelo Melli, titolare dell’omonima attività di piazza San Prospero –. Stiamo aspettando di fare due conti e ci adegueremo agli aumenti, come faranno tutti. Non possiamo certo chiudere in perdita. Bisogna esaminare bene soluzioni quali i ristori e cercare gli opportuni passi di adeguamento».
Se lo scenario attuale sarà confermato, tali passi saranno come un difficile percorso su una lastra ghiacciata. «Possiamo chiudere e lasciare a casa sessanta dipendenti oppure aumentare i prezzi – bilancia Melli –. Dispiace per il consumatore, che va sempre di più in bestia. La situazione attuale è come il gatto che si morde la coda».
La variabile che ha innestato la spirale viziosa è identificata come l’aumento delle bollette. «O si mette un freno o non ne saltiamo più fuori – teme l’esercente –. Il tetto alle bollette? Ormai è tanto che ne parlano: è un problema che deve risolvere la politica. Alla fine, paghiamo sempre noi cittadini».
Spostandosi da piazza San Prospero a piazza Prampolini si incontra un nuovo esercente alle prese con difficili scelte nell’immediato legate ai rincari nelle utenze.
«Le bollette sono triplicate e per ora con i prezzi siamo rimasti fermi – rimarca Stefano Gabbi, titolare del Caffè Europa –. Speriamo però che la situazione si normalizzi in breve tempo».
I margini di manovra sono identificati entro la fine dell’anno. «Guardiamo cosa accadrà nei prossimi due o tre mesi – ribadisce Gabbi –. Non possiamo far ricadere tutto sul consumatore finale o la gente rimane chiusa in casa. Se così fosse, sarebbe un ulteriore problema».
L’auspicio è di tornare allo status quo. «Speriamo che i costi rientrino nella normalità in modo da riuscire a far quadrare un po’ i conti – incrocia le dita l’esercente – Per adesso siamo molto vittime della situazione. Soprattutto le piccole attività sono penalizzate perché utilizzano l’elettricità come fonte primaria dell’energia».
L’ipotesi del tetto massimo per le bollette? «Non lo so: lasciamo fare alla politica – risponde il titolare –. La bolletta deve però ritornare alla normalità».
In piazza Del Monte Attia Assad del Caffè del Monte ha le idee chiare. «Le istituzioni devono andare da chi produce energia – esorta Assad –. È inutile che lo Stato ci dia mille euro come ristori. Cosa facciamo un mese dopo?».
La richiesta dell’esercente è incontrovertibile: «Devono abbassare le bollette ai baristi, ai fornai, ai pasticcieri».
Lo sguardo di Assad torna indietro negli anni, attraversa i decenni. «Le bollette sono più o meno raddoppiate – soppesa l’esercente –: non c’era mai stato un aumento così elevato. Gli incrementi erano sempre stati di venti, massimo trenta euro. In quei casi non ti accorgi neanche che ci sono».
Anche per l’attività di piazza Del Monte il tempo delle difficili decisioni non è ancora giunto. «Vediamo come andrà la prossima bolletta – attende Assad –. Non abbiamo aumentato niente, siamo andati avanti così anche se tutto il resto è aumentato, dalla brioche al latte. Il latte costa ormai quasi due euro al litro».
L’esempio del gatto che si morde la coda può essere calzante. Un’ulteriore immagine può descrivere le scelte che devono assumere gli esercenti reggiani: la coperta corta. Fino a che punto possono aumentare i prezzi? I clienti sono disposti ad accettare gli incrementi?
Interrogativi come questi devono essere risolti quanto prima. «Se aumentano i prezzi calano i clienti – l’equazione di Assad –. Già adesso le persone hanno la macchinetta per il caffè e possono comprare la brioche al supermercato, rimanendo a casa».
Di conseguenza, gli eventuali aumenti possono non essere direttamente proporzionali ai rincari delle bollette. «Il nostro aumento sarebbe di dieci centesimi – assicura l’esercente –. Non possiamo aumentare i prezzi più di tanto, soprattutto per il caffè o le persone possono deciderlo di non prenderlo più».
I prossimi mesi saranno determinanti anche per Ercole Gaetano, socio di Preo - Sorseggio e cibarie. «Vediamo come saranno i prossimi aumenti e decideremo come affrontarli – anticipa Gaetano –. Dobbiamo di certo incanalare qualcosa, ma abbiamo ancora qualche benefit. Cercheremo in caso di aumentare il caffè e le paste».
L’esercente resta in attesa sia delle prossime utenze per i dovuti calcoli sia dell’agognato tetto delle bollette. «È un provvedimento che avrebbero dovuto fare anche prima», il punto di osservazione di Gaetano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
