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Silk Faw. «L’azienda deve pagare prima i dipendenti e i fornitori»

Serena Arbizzi
Silk Faw. «L’azienda deve pagare prima i dipendenti e i fornitori»

L’ultimatum del sindaco Vecchi: «Dopo il piano urbanistico sarà game over»

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Reggio Emilia «Prima Silk Faw deve pagare i dipendenti, poi i fornitori fino all’ultimo euro. Dopo deve firmare il rogito, ma a noi non basterà neanche questo: devono presentarci un piano industriale, ma che sia vero, che esprima credibilità». Il sindaco Luca Vecchi detta l’agenda delle priorità del Comune a Silk Faw, la joint venture sino americana approdata sul territorio annunciando la realizzazione di un maxi stabilimento, tra Prato e Gavassa, di supercar elettriche. Lo fa durante la commissione pubblica all’ex tribunale, richiesta e ottenuta da Coalizione Civica e dal Moviment o 5 stelle.

La commissione ha messo in evidenza tutte le perplessità con cui ci si affaccia all’incontro di lunedì, in Regione. E ha reso evidente come ci si prepari al "dopo Silk Faw", in attesa che la proprietà stacchi definitivamente la spina a un progetto in cui, ormai, le speranze sono ridotte al lumicino. Se il pallino, come sottolineato dal sindaco, ora passa alla proprietà, c’è un’altra scadenza dopo la quale sarà game over. Entro i primi mesi del 2023, infatti, sarà approvato il Piano urbanistico generale (Pug). Se per quella data non sarà definitivo l’accordo di programma, come illustrato dal vicesindaco Alex Pratissoli, «l’area non si amplierà di 70.000 metri quadri e si ritornerà alla destinazione produttiva che verrà attuata dal privato». Uno dei punti sollecitati dalla consigliera pentastellata Paola Soragni riguarda i pagamenti sulle locazioni di Silk Faw verso Aeroporto e Stu: in quest’ultimo caso risultano versati tutti fino a settembre. «Le prime preoccupazioni le abbiamo iniziate ad avvertire nella primavera di quest’anno - ripercorre il sindaco -. Da primavera a luglio la proprietà conferma la volontà di andare avanti: dicono che c’è una complessità internazionale nel reperire le risorse, ma garantiscono che il progetto si farà, anche se con un orizzonte più dilatato nel tempo». «Il Pug è la linea che segna il game over - aggiunge il primo cittadino -. Non è che si possa mandare via un’impresa, ma nutro pessimismo sulla rapidità del rilancio di questo progetto. Poi, se chi deve fare quest’investimento non sarà in grado di farlo, ne prenderemo atto e la città andrà avanti lo stesso».

Il consigliere di Coalizione Civica, Dario De Lucia, incalza sulla «mancata comunicazione», nei mesi in cui si sono manifestate le perplessità. Mentre Matteo Melato (Lega), contesta la linea secondo cui «sui soldi pubblici Silk Faw non ha mai pesato: per i dipendenti è stata attivata la solidarietà, quindi, sta pesando sui soldi pubblici. È stato mai visto un business plan in questi mesi?». Alessandro Rinaldi (Lega) si sofferma, invece, sulla visura camerale che evidenzia un capitale sociale di 10.000 euro, la sede a Dublino e un’attività finanziaria che non ha a che fare con l’annunciata costruzione di supercar. Presenti anche una decina di cittadini, tra il pubblico, insieme all’esponente di Sinistra Italiana, Cosimo Pederzoli. «Da cittadino voglio capire come stanno veramente le cose -spiega Dario Sturioni, mentre assiste alla commissione pubblica -. Dopo tante promesse, la situazione è ancora molto strana e desidero capire fino a che punto siamo arrivati. Al di fuori di promesse e abbandoni, infatti, non si capisce tanto».«Questo progetto è una cosa molto grande, trattata con un superficialità - aggiunge un’altra cittadina -. Invece, tutte le domande che nascono sul tema merita risposte. Poi vorrei sapere perché è stata presa in considerazione una realtà che aveva un curriculum che si annunciava già problematico all’inizio. Ed è altrettanto grave che siano stati scontati oneri di urbanizzazione».

D’altra parte, come annunciato dalla Gazzetta, il cantiere Silk Faw è partito, ma non per la costruzione di auto di lusso. Le ruspe sono arrivate per le opere di urbanizzazione che i proprietari avevano già previsto di effettuare nell’area, dal momento che ogni volta che l’argomento torna sulla breccia, ripartono le manifestazioni di interesse da parte di chi vorrebbe investire. Anche la proprietà attende l’incontro di lunedì per verificare se ci sia o meno una svolta.

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