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Caro energia, la Ca’ Rossa spegne il forno per le pizze

Elisa Pederzoli
Caro energia, la Ca’ Rossa spegne il forno per le pizze

«Bolletta di luglio è passata da 4mila a 12mila euro»

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Bagnolo Non è una resa, ma l’estrema soluzione trovata per cercare di andare avanti nonostante le avversità: la maggiore, il caro energia. È la decisione del rinomato e apprezzato ristorante “Ca’ Rossa” di via della Repubblica a Bagnolo in Piano di chiudere la pizzeria e mantenere aperto solo il ristorante. L’annuncio dato con un post pubblicato sulla pagina Facebook del locale ieri ha innescato decine e decine di commenti di affezionati clienti preoccupati che quel messaggio volesse dire che l’intero ristorante chiudesse.

«No – rassicura il titolare, Marco Ferrari – a chiudere è solo la pizzeria. Abbiamo fatto un calcolo e abbiamo capito che non aveva senso per un ristorante come il nostro. Abbiamo ragionato su come contrastare i rincari e un modo è sicuramente quello».

L’elemento maggiormente energivoro del locale – è facile immaginarlo – è il forno elettrico per le pizze. «Deve essere acceso dalle 16.30 alle 23, sia che uno faccia 20 che 100 pizze» fa notare. Un costo fisso importante che con questi chiari di luna ha costretto il ristorante a staccargli la spina. E a giudicare dalle bollette dell’energia elettrica, pare davvero una decisione inevitabile. «Nel luglio del 2021 abbiamo pagato 4.200 euro, quest’anno nello stesso mese 12mila euro, però consumando 15mila kilowatt in meno. Nel mese di agosto, consumando ancora meno, ci sono arrivati altri 12.500 euro da pagare. È facile capire che in queste condizioni è davvero difficile...» confida Ferrari. «Durante la pandemia, c’era il problema del Covid. Ora, invece, si sono inanellate una serie di cose insieme – ragiona – Oltre il costo dell’energia c’è quello delle materie prime che è aumentato, dalla semplice mozzarella a tutto il resto. Il discorso di aumentare i prezzi al cliente ha senso, ma fino a un certo punto. La coperta è corta sia per noi che per i clienti. Quella non è una strada percorribile. Allora, è ovvio che bisogna fare dei ragionamenti su da che parte spostare la coperta, per capire da che parte andare». La riorganizzazione del locale, con lo spegnimento del forno, ha ricadute anche sul personale. «Ma il pizzaiolo resta – dice – Lo integriamo in cucina. Fino a quando si parla di spegnere un forno ok, quando si parla di persone è un’altra cosa».

Cosa succedere nelle prossime settimane o mesi è difficili da immaginare per tutti, anche per un locale grande come questo. «Ci vedo come dei birilli... Intanto cerchiamo di non rimanere con le mai in mano» spiega.

Dai clienti arrivano tanti messaggi di incoraggiamento e vicinanza. «Non me l’aspettavo che il mio post procurasse tutto questo, mi ha anche fatto piacere leggere tanti messaggi» confida, infine, il ristoratore di Bagnolo.l


 

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