Presa la banda delle card carburante, danni alle ditte per migliaia di euro
Ordinanza di arresto per tre uomini, ma uno si trova all’estero
Campagnola Emilia Grazie a una particolare tecnica informatica riuscivano a clonare le card carburante di numerose aziende del Nord Italia per poi utilizzarle in maniera fraudolenta e prelevare ingenti quantitativi di carburante nelle aree di rifornimento dislocate tra l’Emilia e la Lombardia, appositamente scelte in quanto sprovviste di telecamere. Ma ora i carabinieri sono riusciti individuare la banda: è scattato l’ordinanza di arresto per tre uomini, tutti pakistani.
L’ordinanza
Sono ingenti i quantitativi di carburante prelevati con le carte clonate e che, stando alle prime ipotesi investigative, venivano smerciate in una sorta di illecito mercato parallelo. A scoprirlo, grazie a una complessa attività investigativa, supportata anche da indagini di natura tecnica e coordinata dalla procura reggiana diretta dal procuratore Calogero Gaetano Paci, sono stati i carabinieri di Campagnola. Il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della stessa procura, ha quindi emesso un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari nei confronti di tre cittadini pakistani di 37, 34 e 35 anni, abitanti nella Bassa reggiana: sono accusati a vario titolo di concorso nell’indebito utilizzo e falsificazione di strume@lionshost.re.it ti di pagamento diversi dai contanti nonché del reato di installazione di apparecchiature atte a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche.
La tecnica
Le indagini vanno avanti, ma intanto il metodo per clonare e usare le card è stato messo a fuoco dagli investigatori. In particolare nell’Otp (terminale di pagamento del distributore) installavano una telecamera nascosta utile a carpire le password delle card e quindi il cosiddetto skimmer necessario a catturare il codice numerico identificativo memorizzato nelle stesse card. Successivamente, attraverso l’utilizzo di un computer e di un apposito software, estraevano i dati catturati dallo skimmer abbinandoli alla password carpita dalla telecamera per poi sovrascrivere i dati su una card vuota: un clone.
Le indagini
Da due anni, i carabinieri ricevono molte denunce su questo genere di reati, con un danno cagionato alle aziende stimato in circa 100.000 euro. I carabinieri di Campagnola lavorano al caso dal 2021. L’attenzione è stata posta su quei distributori ritenuti maggiormente sensibili a questo problema. E in uno di questi, dopo un controllo, è spuntata una micro telecamera fissata con del nastro adesivo sul terminale di pagamento. Dalle attività tecniche si riusciva a visionare i video contenuti sulla memory card della telecamera stessa, che aveva immortalato i momenti dell’installazione. Un errore decisivo per identificare gli uomini che si sentono parlare in lingua pakistana. La perquisizione domiciliare nei confronti degli indagati ha portato al rinvenimento e al sequestro di 500 litri di carburante, svariate card clonate, uno skimmer, denaro per oltre 10.000 euro e materiale informatico. Ora, per due dei tre destinatari dell’ordinananza è scattato l’arresto, il terzo si trova all’estero.
In soli 20 giorni, a maggio ci sono stati tre prelievi di carburante per circa 3.000 litri senza che le aziende derubate se ne accorgessero, per la grande molte di mezzi in dotazione.
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