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Il rapporto ministeriale

Il prefetto rilancia: «Alleanze basilari per risposte di rete»

Gabriele Farina
Il prefetto rilancia: «Alleanze basilari per risposte di rete»

Rolli: «Percorsi di formazione»

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Reggio Emilia «Creare alleanze, formare e informare». Sono le tre azioni su cui insiste maggiormente il prefetto di Reggio Emilia Iolanda Rolli per contrastare le bande giovanili.

Il fenomeno è esploso negli ultimi cinque anni. Dal 2017 all’aprile 2022 gli articoli che citano episodi collegati a tali gruppi (a livello nazionale) sono passati dai 612 del primo periodo ai 1.909 dell’ultimo. Nei primi quattro mesi di quest’anno si registra dunque il triplo delle segnalazioni rispetto a cinque anni fa.

«La pandemia può essere una concausa, ma non basta a spiegare tutto», rimarca il prefetto. Rolli ricorda il tavolo istituito in Prefettura per trovare risposte il più possibile condivise.

«Ci siamo riuniti per comprendere cosa si potesse fare sul territorio – ricorda il prefetto –. Abbiamo operato mettendo a sistema le iniziative organizzate a Reggio Emilia e provincia, strutturandole con l’aiuto dell’università di Modena e Reggio Emilia. Abbiamo analizzato i dati con il questore Giuseppe Ferrari, con i vertici delle altre forze di polizia, con i servizi sociali del Comune, con il volontariato e tutto l’associazionismo reggiano».

L’analisi della realtà esistente rappresenta di volta in volta la base per disporre interventi mirati con il supporto dell’università e delle scuole reggiane.

Per fare un esempio, la Prefettura reggiana ha attivato nel settembre 2021 il progetto Siccs, acronimo di Strategie interculturali per costruire coesione sociale. Ne fanno parte l’università d Modena e Reggio Emilia, il centro interculturale Mondinsieme e la fondazione E35.

«Il contributo che c’è stato chiesto è principalmente quello di migliorare la comprensione del fenomeno del rischio marginalità sociale dei giovani di origine straniera del territorio e valutare l’efficacia delle iniziative in essere – la spiegazione offerta da Loris Vezzali, docente Unimore responsabile del progetto –. Unimore inoltre avrà un ruolo chiave nell’individuazione di soluzioni condivise e partecipate per rafforzare la coesione e prevenire conflitti e marginalità delle fasce più a rischio della popolazione».

Nel rapporto di Transcrime la provincia di Reggio Emilia è l’unica in regione con Modena (e tra le quattro a livello nazionale) in cui sono in aumento i gruppi giovanili che si ispirano a organizzazioni criminali straniere.

Rolli cita il progetto Siccs insieme ad altre iniziative attivate con il neo procuratore capo di Reggio Emilia, Calogero Gaetano Paci, il tribunale dei minori di Bologna e le scuole reggiane.

«Con i dirigenti scolastici abbiamo avviato percorsi di formazione e di informazione – afferma il prefetto –. Inoltre, ci rivolgiamo agli stessi genitori. Quando ci sono episodi legati alle bande giovanili non si sa bene come comportarsi. Noi cerchiamo di creare alleanze e il lavoro di rete con il tavolo interreligioso risponde a queste logiche».

Le bande giovanili utilizzano la rete (intesa come il web) per coordinare le proprie attività. Un obiettivo dichiarato del tavolo istituito in Prefettura è costruire un insieme di nodi per scardinare le relazioni di tali gruppi giovanili, a cui spesso partecipano minorenni.

Vezzali ha partecipato al tavolo riunitosi lo scorso mercoledì 5 ottobre con rappresentanti delle forze dell’ordine, della Prefettura, del Comune, dell’Ausl di Reggio Emilia e dell’ufficio scolastico provinciale.

«Abbiamo la possibilità di conoscere il territorio – garantisce il prefetto – e abbiamo notato come diverse comunità religiose hanno gli stessi problemi. Mettere in rete tra loro queste comunità è un passaggio importante per lavorare tutti insieme, informando e formando i ragazzi, guidandoli verso percorsi di vita regolari».

Un esempio citato dal prefetto è rappresentato dall'iniziativa ospitata in piazza Prampolini lo scorso 2 9 settembre in occasione di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato.

Tra gli stand della questura, della polizia postale e della polizia ferroviaria hanno trovato spazio le iniziative dell’istituto professionale Filippo Re, dei licei Ariosto e Spallanzani, dell’ateneo e di squadre giovanili della Reggiana Calcio.

«L’educazione alla legalità è sicuramente una parte fondamentale del contrasto alla criminalità giovanile – ha spiegato in quell’occasione alla Gazzetta Mariantonietta Murè, commissario capo della Questura –. Si parte sempre dalla prevenzione e dalla sensibilizzazione per poi mettere in campo, quando è necessario, aspetti di repressione e controllo anch’essi doverosi».
 

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