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Insulti e minacce alla preside: a processo una professoressa

Tiziano Soresina
Insulti e minacce alla preside: a processo una professoressa

L’insegnante accusata di diffamazione per due post su Facebook

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Guastalla Due post su Facebook pieni zeppi di volgarità e parole offensive: incredibilmente sono stati scritti nel 2018 da una professoressa (ha ora 47 anni) nei confronti della propria preside.

È avvenuto quattro anni fa in un istituto scolastico superiore di Guastalla e la dirigente ha denunciato per diffamazione (aggravata dall’utilizzo di un social network) l’insegnante. Due querele della preside che dopo l’indagine dei carabinieri, sono ora sfociate in un processo davanti al giudice Cristina Beretti. La professoressa-imputata è un “fantasma” (nemmeno l’avvocato d’ufficio Fabio Benati è mai riuscito a contattarla e non ha mai preso servizio a Guastalla), mentre la dirigente 56enne si è costituita parte civile tramite l’avvocato Gianluca Tirelli. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il 3 settembre 2018 l’insegnante non si era presentata in istituto per concordare gli impegni d’inizio anno come previsto per tutti i docenti. Un’assenza a cui era seguito solo silenzio, nonostante i collaboratori della preside avessero cercato di contattare la professoressa. Nessuna giustificazione, quindi, finché tre giorni dopo alcuni docenti si erano accorti che sul proprio profilo Facebook l’insegnante aveva pubblicato un testo a dir poco pesante nei confronti della dirigente. C’è un po’ di tutto in quel lungo scritto: insulti a sfondo sessuale, insinuazioni sul cambio avvenuto al vertice della scuola superiore guastallese, l’accusa di mobbing e persino una minaccia di morte: «Io non ho nessuna intenzione di andare in quella scuola fino a quando c’è quella ... Mi devono mandare i carabinieri a casa! Però se mi blocca lo stipendio la tolgo via dalla faccia della terra».

E mentre la preside – perdurante l’assenza ingiustificata – aveva poi mandato una raccomandata all’insegnante affinché chiarisse la sua posizione, ecco che il 26 settembre appariva sullo stesso profilo Facebook un nuovo lungo post dai toni sempre più deliranti ed osceni per richiedere la rimozione della preside, in cui si parla genericamente di disabili in difficoltà, di famiglie rovinate e abuso di potere verso dei docenti, arrivando ad offendere l’allora Ministro della pubblica istruzione e il Papa.

Ieri in aula è stata sentita la preside che si sofferma sul faccia a faccia che ebbe con la professoressa il 22 novembre 2018, quando era già scattata l’azione disciplinare. «Venne a cercarmi – racconta la dirigente – ma io ero fuori perché stavo facendo un corso per la sicurezza. Mi dissero che era infuriata e che aveva preannunciato di denunciarmi perché non ero al mio posto. Rientrai alle 14 e la trovai davanti al cancello». Un incontro all’insegna di parole pesanti. «Ero preoccupata che lei tornasse al lavoro – prosegue la preside – ma lei non si presentò a un’audizione al Provveditorato e le fu irrogato il licenziamento». l


 

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