A fuoco un’auto in cortile. Il titolare: «So chi è stato»
Il piromane avrebbe agito per gelosia
Reggio Emilia Un incendio doloso ha distrutto completamente un’auto parcheggiata nel cortile condominiale. Dietro a questo fatto di cronaca si cela una vicenda di gelosia – legata a una donna contesa – che è subito emersa nel corso dell’indagine condotta dalla Squadra Mobile della polizia di Stato, che ha già individuato il presunto responsabile: un 40enne, infatti, è attualmente indagato per incendio doloso.
Alle 2.30 della notte tra lunedì e ieri sono arrivate diverse telefonate allarmate da parte dei residenti in una palazzina di via Rivoluzione d’Ottobre 1, alla Canalina. Come hanno riferito le persone che vi abitano, alte fiamme si levavano da un’auto parcheggiata accanto alle mura esterne della palazzina, per fortuna in una delle poche porzioni dell’edificio dove non erano presenti i balconi. Tuttavia il crepitìo delle fiamme e il calore ha svegliato coloro che hanno le finestre affacciate sopra quel punto. La centrale operativa del 115 ha inviato sul posto due squadre, che a sirene spiegate sono arrivate sul posto e hanno faticato non poco a spegnere il rogo: le fiamme avvolgevano completamente una Volkswagen T-Roc.
I vigili del fuoco hanno operato a lungo, per più di due ore, per avere ragione delle fiamme e per mettere in sicurezza l’area; quando hanno terminato l’opera, della macchina non è rimasto praticamente nulla, se non una carcassa da buttare. Inoltre il fumo ha annerito la parete fino al terzo piano, sebbene non ci siano state conseguenze per l’immobile.
All’occhio esperto dei vigili del fuoco non è fuggito che l’innesco dell’incendio pareva partito da più punti: un indizio che di solito tradisce la mano di un piromane.
Perciò, anche se non sono state trovate taniche, si è ipotizzato il dolo. Tanto più che, come ha spiegato il proprietario della Volkswagen – un 44enne residente nel condominio, accorso all’esterno –, lui era rientrato a casa poco prima di mezzanotte: l’auto era quindi ferma da due ore e mezza, non poteva essere surriscaldata. Interpellato dai poliziotti della Squadra Mobile, subentrati ai colleghi delle Volanti, alla classica domanda «ha dei nemici?» il proprietario ha risposto di sì: e ha raccontato di sospettare di un coetaneo con il quale si è scontrato e che nutre dell’astio nei suoi confronti per una relazione sentimentale.
La prima ipotesi degli inquirenti – che potesse trattarsi di una baby gang, visto che il quartiere è quello noto della Canalina – ha preso tutt’altra direzione, quello di una rivalità in amore.
La pista del dispetto e dell’atto ritorsivo per il classico triangolo sentimentale si è rivelata concreta e circostanziata: tanto che, se alcuni aspetti restano da approfondire, c’è già un indiziato.
Lo scheletro metallico della macchina è stato rimosso e posto sotto sequestro: saranno necessarie le analisi della Scientifica per avere riscontri a quanto emerso.
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