Appalti, inchiesta in Val d’Enza
La Finanza in borghese ha perquisito il municipio di Bibbiano e la sede dell’Unione Nove indagati (tre imprenditori e sei amministratori) per presunte gare pilotate
Val d’Enza I finanzieri si sono presentati a sorpresa, in borghese e con auto civetta prive di qualsiasi contrassegno, nel municipio di Bibbiano e nella sede dell’Unione Val d’Enza, in via XXIV Maggio a Barco di Bibbiano, per eseguire una decina di perquisizioni locali e soprattutto informatiche. Un’altra indagine scuote dunque la Val d’Enza, dopo quelle sugli affidi e sulla polizia locale. E ieri è stata un’altra giornata frenetica, che ha fatto uscire allo scoperto un’inchiesta partita prima dell’estate.
Stavolta l’indagine – sul modello di “Appaltopoli”, con le perquisizioni in municipio a Reggio Emilia – riguarda presunte irregolarità in tema di gare pubbliche, che sarebbero state pilotate o tagliate su misura a beneficio di un vincitore designato. Due i bandi contestati: quello dell’Unione del giugno scorso, da 555mila euro, sull’affidamento in appalto del servizio di gestione completa dell’iter delle sanzioni amministrative della polizia locale, e quello dell’agosto scorso a Bibbiano, da 2,3 milioni di euro, riguardante l’affidamento in gestione e uso di tutti gli impianti sportivi. Gli avvisi di garanzia, firmati dal pm Marco Marano, sono stati notificati a nove indagati, tre imprenditori privati e sei amministratori e funzionari pubblici, accusati a vario titolo di due ipotesi di reato: turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. La prima ipotesi di reato (articolo 353 del codice penale) riguarda «una condotta finalizzata a ottenere una irregolare aggiudicazione della gara, mediante l’allontanamento di altri concorrenti e con ogni comportamento diretto a influenzare la libera concorrenza della gara». La seconda (articolo 353 bis del codice penale) è di natura più amministrativa e riguarda le condotte «in grado di turbare la libertà di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione, turbando il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando».
I militari della Guardia di Finanza hanno agito dopo che erano stati notificati gli avvisi di garanzia agli indagati eccellenti, che si sono affrettati a nominare avvocati di fiducia.
Circa 20 uomini del Comando provinciale della Finanza, guidato dal colonnello Filippo Ivan Bixio, si sono recati negli uffici per acquisire non tanto gli atti documentali (già in possesso della Procura), bensì per chiudere il cerchio con l’acquisizione di tutto ciò che è transitato dai telefonini e dai computer: sono state acquisite memorie informatiche, mail e perfino le chat dei cellulari. Un corposo materiale che andrà analizzato e incrociato con gli atti confluiti nel fascicolo, per cercare corrispondenze e ulteriori riscontri di un quadro accusatorio che pare ben definito.
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