Gazzetta di Reggio

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Finto incidente, truffa vera

Andrea Vaccari
Finto incidente, truffa vera

«Sua figlia rischia il carcere, ci dia i soldi o l’oro che ha in casa» Anziana abbocca al telefono e consegna catenine, collier e fede nuziale

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Boretto «Sua figlia è in tribunale, ha fatto un incidente e il motociclista che ha investito è in fin di vita. Prepari i soldi per la cauzione altrimenti andrà in carcere».

È la telefonata-trappola cui una 89enne di Boretto ha risposto giovedì mattina e che l’ha fatta cadere nella rete di banditi senza scrupoli, i quali, raccontandole una serie di bugie, sono riusciti a farsi consegnare tre catenine, un collier e persino la fede nuziale. Si tratta, purtroppo, dell’ennesimo episodio di truffa ai danni delle persone anziane che avviene a Reggio Emilia e provincia: un fenomeno quantomai diffuso e che non accenna a placarsi; un reato tra i più subdoli perché, oltre a subire un danno, la vittima viene presa dal senso di colpa per essere caduta nel raggiro.

L’episodio è avvenuto intorno alle 11 di giovedì, quando l’89enne vedova, che vive sola, riceve una chiamata sul telefono di casa. Dall’altra parte della cornetta, un uomo che sostiene di essere il maresciallo dei carabinieri di Boretto e che le spiega che la figlia ha avuto un incidente: con la sua macchina ha investito un motociclista e al momento si trova in tribunale per il processo. «Non la chiami assolutamente – ha ripetuto più volte il truffatore – perché non può risponderle, anche se sta bene. Suo genero ci ha già anticipato duemila euro per la cauzione; lei prepari i soldi che mio figlio passerà a ritirare. Non ha soldi in casa? Non si preoccupi, va bene anche l’oro che ha».

La donna – un’anziana ancora in gamba che da qualche anno conduce una vita ritirata e che è abituata ad aprire la porta soltanto ai famigliari – alla notizia che la figlia potesse andare in carcere si è disperata e ha seguito alla lettera le indicazioni del presunto maresciallo. Poco meno di mezz’ora dopo, alla porta si è presentato il (finto) figlio del militare,che si è fatto consegnare il poco oro che la signora aveva in casa: tre catenine, un collier (il pezzo di maggior valore) e la fede nuziale, che il malvivente le ha chiesto di sfilarsi dal dito. Intorno a mezzogiorno, dopo aver pensato e ripensato all’accaduto, l’89enne ha rotto gli indugi e ha telefonato al genero, chiedendogli lumi sulla situazione della figlia. All’uomo è bastata una chiamata alla compagna per capire che qualcosa non stesse tornando, e così entrambi, nel giro di poco, si sono precipitati a casa dell’anziana. Immediata, da parte loro, è stata la chiamata ai carabinieri – quelli veri – della stazione di Boretto, arrivati in pochi istanti. Da quanto è emerso, pare che questa banda di truffatori nella giornata di giovedì abbia tentato più volte di circuire gli anziani soli, in quanto la caserma è stata raggiunta da diverse telefonate in merito. Una volta in casa, i militari hanno chiesto più informazioni possibili alla donna, che nel corso della chiamata aveva preso un appunto: il nome falso del maresciallo, accompagnato da un numero altrettanto falso, al quale ha risposto un esercizio commerciale del territorio. La famiglia ha quindi sporto denuncia.

«Mia madre è molto provata – racconta la figlia, tra rabbia e amarezza – e non si aspettava di finire in un tranello simile; ne abbiamo sentito notizia in tv solo pochi giorni fa. Al di là del valore economico degli oggetti rubati, a pesare è quello affettivo, perché sono ricordi della madre e del marito, che non potrà più riavere indietro. Speriamo che, parlandone il più possibile, si sensibilizzino gli anziani a non credere a questi criminali».

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