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«Il tavolo interreligioso avviato a Reggio Emilia sarà modello nazionale»

Gabriele Farina
«Il tavolo interreligioso avviato a Reggio Emilia sarà modello nazionale»

Siglato il protocollo d'intesa in Prefettura. Rolli: «Abbiamo costruito un approccio diverso»

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Reggio Emilia «Bisogna dare una dimensione nazionale alle eccellenze».

Il tavolo per il dialogo interculturale e interreligioso promosso dalla Prefettura muove nuovi passi verso il futuro. La sperimentazione fortemente voluta dal prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli, sfocia in un protocollo d’intesa, siglato ieri pomeriggio in Prefettura.

Vi potranno prendere parte istituzioni pubbliche, associazioni del terzo settore, enti privati interessati all’inclusione e alla sicurezza.

«Il prefetto Rolli punta a ricercare alleanze per creare sicurezza attraverso la coesione sociale», tributa da remoto il prefetto Fabrizio Gallo. Gallo è direttore centrale degli Affari di Culto presso il ministero dell’Interno.

Dal Viminale interviene anche il prefetto Maria Assunta Rosa, direttrice vicaria del Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami). «Il progetto reggiano deve avere un’eco nazionale – assicura Rosa –. Bisogna dare una dimensione nazionale alle eccellenze».

Un ulteriore apprezzamento giunge dal prefetto Mara Di Lullo, direttore centrale per le Politiche migratorie del ministero dell’Interno. «Il progetto reggiano è molto ben riuscito – garantisce Di Lullo – ed è da estendere alle altre realtà del nostro Paese».

Il progetto ha il senso racchiuso nel nome esteso: “Strategie interculturali per costruire coesione sociale” (Siccs nell’acronimo). «Abbiamo voluto costruire un approccio diverso – ribadisce Rolli –. Abbiamo 66mila cittadini stranieri in tutta la provincia, 26mila nella città di Reggio Emilia. È una città nella città».

«Chi vive con noi non è una minaccia, ma un arricchimento reciproco», ripete Daniele Marchi, assessore comunale al Welfare e al Bilancio.

«Nel protocollo vi sono strumenti che torneranno utili a noi amministratori – sottolinea Giorgio Zanni, presidente della Provincia –, grazie a cui aumenteremo il grado di consapevolezza e saremo noi stessi a nostra volta più utili alle nostre comunità».

«Dobbiamo aver il coraggio di tornare sulle strade – sprona Ivan Mario Cipressi, direttore della fondazione Mondinsieme –, incontrando i giovani e ascoltando i loro bisogni».

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