La polizia ridà al disabile il furgoncino rubato
Gli agenti intercettano il ladro alla guida e lo inseguono per poi bloccarlo nascosto in un garage
Reggio Emilia Già di per sè è un furto odioso, visto che l’aver rubato – in zona Foscato – un Fiat Doblò per il trasporto disabili, ha messo in difficoltà la famiglia che lo utilizza per gli spostamenti del figlio Alessio.
Ma l’immediata denuncia del furto ha permesso di risolvere la situazione, anche se in modo rocambolesco. La chiave di volta arriva nella notte fra giovedì e venerdì, quando una pattuglia delle Volanti intercetta in via Fratelli Rosselli quel mezzo corrispondente al Fiat Doblò su cui pende dal giorno precedente la denuncia di furto. Il conducente sta transitando nel senso opposto di marcia e si accorge dell’immediato dietrofront dell’auto della polizia e cerca di fuggire.
Ne nasce un vero e proprio inseguimento a sirene spiegate. A tutto gas la caccia s’interrompe in via Saltini, perché il fuggitivo capisce di essere finito in un vicolo cieco ed abbandona velocemente il mezzo, continuando la fuga a piedi. E in effetti fino alle prime luci dell’alba riesce a far perdere le proprie tracce. Ma la polizia non demorde, arrivano altre pattuglie per rendere più massiccia la ricerca che dà i suoi frutti quando, a terra, viene individuata una giacca che pare essere quella del fuggitivo.
E in effetti lo è, perché in quel garage i poliziotti trovano il ricercato dentro l’auto lì parcheggiata, rannicchiato in posizione fetale.
E sempre gli agenti vedono che prima costui ha rovistato nei mobili presenti nel garage e pure nel cruscotto della macchina.
Da qui l’arresto per tentato furto in abitazione e ricettazione del Fiat Doblò rubato, subito restituito alla proprietaria entusiasta per il ritrovamento che le permette di poter nuovamente curare gli spostamenti del figlio disabile.
L’arrestato chi è? Si tratta del ventenne Youssef Idrissi – d’origine marocchina, ma cittadino italiano – con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.
Ieri mattina il giovane ha affrontato, in tribunale, l’udienza di convalida dell’arresto.
Difeso dall’avvocato Mario Di Frenna, sceglie la strada delle “dichiarazioni spontanee” per dire che lui in quel garage c’era entrato solo per nascondersi, cercando nel mobilio e nell’auto semplicemente un nascondiglio. Non per rubare. Un racconto che il difensore rilancia nell’arringa, chiedendo la derubricazione del reato da tentato furto a violazione di domicilio (la pena in quest’ultimo caso è ben più soft, ndr), con la parallela richiesta del solo obbligo di firma, a differenza della pm Laura Galli che mantiene inalterate le accuse, associando due misure cautelari (l’obbligo di dimora a Reggio Emilia e l’obbligo di firma in questura). Il giudice Matteo Gambarati uscirà dalla camera di consiglio con la convalida dell’arresto, ma soprattutto con la derubricazione prospettata dalla difesa.
Issidri verrà processato il prossimo mese.
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