«Volontari e senza guadagni Sconfortati dall’inchiesta»
Le società sportive sull’indagine sugli appalti
Bibbiano «Noi siamo quelli che facciamo giocare i figli degli altri e lo facciamo come volontari. Le società sportive non realizzano di certo dei profitti, e sono alle prese con molti problemi». Un dirigente di una società bibbianese esprime tutto il suo sconforto e preoccupazione per essere finito nelle indagini della Procura di Reggio sul bando per l’affidamento delle strutture sportive in paese. «Se qualcuno ha chiesto una proroga del bando è perché i nuovi bandi europei sono molto più difficili, richiedono fideiussioni ed altri adempimenti. Ad agosto spesso il commercialista o altre persone sono in ferie, così non c’era il tempo materiale per una procedura così complessa».
L’indagine riguarda la gara del 4 agosto scorso del Comune di Bibbiano per l’affidamento in gestione degli impianti sportivi comunali per tre anni. Le strutture sono il centro sportivo Luigi Bedogni, il campo da calcio di Barco, la palestra di judo del centro Bedogni, la palestra della scuola primaria “Neria Secchi” e il palazzetto dello sport). Ad aggiudicarsele in concessione per tre anni (in cambio di un affitto da pagare) sono state quattro società sportive locali, di cui tre sono state indagate.
In questo caso le presunte anomalie riguardano la proroga dei termini di gara: un soggetto privato avrebbe chiesto, tramite la piattaforma online, la conferma della proroga, prima ancora che il bando uscisse.
«Una proroga – dice l’avvocato Gianni Franzoni, che assiste la legale rappresentante di una società – non esclude nessuno dalla partecipazione alla gara. In questa vicenda non ci sono altri soggetti che sono stati danneggiati. Al contrario, la proroga avrebbe consentito ad altre parti di partecipare, nel caso avessero voluto».
Nel mondo delle società sportive dilettantistiche, che dal Covid in poi fronteggiano problemi di varia natura, l’inchiesta provoca molta preoccupazione. L’avviso di garanzia, è utile ricordarlo, non è ovviamente sinonimo di colpevolezza: al contrario, serve a tutelare i soggetti interessati e consentire loro di potersi difendere. «Però ci demoralizza. Non è una cosa che ti aspetti possa capitarti quando ti occupi di una società sportiva. Noi siamo volontari e non ci guadagniamo nello svolgimento di questa attività, che ha prima di tutto una funzione sociale. Le famiglie sono sempre più in difficoltà e hanno problemi con le rette, mentre i costi energetici salgono anche per noi; basti pensare a cosa significa riscaldare una palestra».
Oltre ai dirigenti di tre società, nell’inchiesta sono coinvolti l’assessore allo Sport Matteo Curti, difeso dall’avvocato Giovanni Tarquini, e la dirigente Daniela Casoli, tutelata da Celestina Tinelli. La giunta di Bibbiano, con un post su Facebook, ha voluto rinnovare «pieno sostegno e fiducia» a entrambi, «certi che sapranno dimostrare la correttezza del loro operato e la loro totale estraneità ai fatti contestati».
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