Su YouTube l’ultima intervista di Reverberi: «La diversità è una ricchezza»
Il testamento morale del dirigente sportivo reggiano
Reggio Emilia «Reggio Emilia ha dimostrato come le diversità possano rappresentare una ricchezza». Le parole di William Reverberi risuonano nella Sala del Tricolore.
È il 20 novembre dello scorso anno, un sabato. Reverberi ha appena ricevuto dalle mani del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, il Primo Tricolore. Reverberi è sorpreso, come svela a Mario Ruozzi, presidente della Fondazione per lo Sport concittadina. La Fondazione ha pubblicato ieri l’intervista in un video su YouTube dal titolo inequivocabile: “Ciao William. Tutto lo sport reggiano ti ringrazia”. «Il premio ha per me un significato importante – esordisce Reverberi –. Non me l’aspettavo. È un premio che mi sento di condividere con tutto il movimento sportivo nelle sue diverse realtà. L’ho detto anche prima al sindaco. Credo che Reggio Emilia possa essere portata come esempio».
La diversità come ricchezza è un insegnamento attuale alla luce dei commenti razzisti denunciati dal capitano della Nazionale femminile di pallavolo Paola Egonu e dalla velocista rubierese Zaynab Dosso.
«Il premio ha un significato emozionale forte per me – riconosce il dirigente sportivo reggiano –, ma è soprattutto un premio dato alle realtà sportive reggiane. È un premio che deve servire ai più giovani, deve essere utile a costruire un movimento sportivo che dia risposta ai bisogni, soprattutto a quelli dei nostri ragazzi».
Lo spirito di Reverberi diventa ancor più evidente. Per il dirigente sportivo reggiano occorre «insegnare ai nostri ragazzi a stare insieme, educandoli con lo sport e attraverso lo sport». Ruozzi gli riconosce il ruolo di essere «un riferimento per chi svolge l’attività di dirigente a Reggio Emilia e non solo».
Reverberi è cavaliere della Repubblica, stella d’oro e stella d’argento del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni). Lo spirito di servizio tributato dall’attuale successore Andrea Dondi è ben evidente nelle parole del dirigente sportivo reggiano. «Il premio non va tanto a William Reverberi come dirigente sportivo – sostiene lo stesso Reverberi –. Va al mondo sportivo nel suo complesso e a Reggio Emilia. Va soprattutto agli amici del Coni, degli enti di promozione sportiva (Csi, Uisp, Aics): sono state le realtà con cui dopo la guerra s’è cominciato a ricostruire l’impiantistica, consentito di svolgere le attività sportive e di superare il momento di difficoltà».
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