L’Unione sull’inchiesta appalti: «Solidarieta a tutti gli indagati»
Bibbiano I sindaci della val d’Enza: «Piena fiducia nella polizia locale»
Bibbiano «Manifestiamo la nostra solidarietà e vicinanza all’assessore Matteo Curti e a tutte le persone che hanno ricevuto un avviso di garanzia». L’Unione della Val d’Enza interviene a tre giorni dalla diffusione della notizia dell’inchiesta sugli appalti, ricordando anche che l’avviso di garanzia non è «un documento accusatorio»
La nota elaborata dai sindaci verte sulle due indagini in corso. «Con riferimento al bando della polizia locale, nel dovuto rispetto del lavoro della magistratura, rinnoviamo la nostra piena fiducia al comandante Grazioli, con il quale abbiamo intrapreso un percorso di riorganizzazione a livello territoriale che continuiamo a portare avanti».
Tre dipendenti pubblici e un privato risultato indagati per un appalto per l’affidamento dei servizi di gestione delle multe della polizia locale dell’Unione. Gara instaurata prima dell’arrivo dell’attuale comandante Davide Grazioli.
L’inchiesta, la terza che coinvolte l’Unione, ha provocato una serie di affondi politici da parte delle minoranze, in val d’Enza, come in assemblea regionale. L’ente ci tiene pertanto «a esprimere un sentito ringraziamento e un attestato di stima alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Unione e dei Comuni, che con senso di appartenenza, rettitudine e professionalità si impegnano ogni giorno per il buon funzionamento dei servizi rivolti alla cittadinanza».
Per gli inquirenti, che hanno analizzato l’assegnazione del bando, vi sarebbero delle «presunte situazioni di incompatibilità in seno alla commissione aggiudicatrice». In particolare, alcuni dipendenti avrebbero ricoperto ruoli essenziali nella formazione e pubblicazione della gara ed erano presenti anche all’interno della commissione. Una questione che andrà accertata nelle sedi opportune.
L’Unione è intervenuta anche sulla vicenda di Bibbiano, che vede cinque indagati per turbativa d’asta per la gara del 4 agosto per l’affidamento in gestione degli impianti sportivi comunali per tre anni.
In questo caso l’ente locale, in linea con quanto espresso da più persone in paese (a partire dai dirigenti sportivi alla Gazzetta di Reggio), ci tiene a difendere l’operato di chi si impegna nell’associazionismo. «Esprimiamo una forte preoccupazione sul fatto che la narrazione a cui abbiamo assistito colpisce al cuore e delegittima la generosità dei cittadini che volontariamente e gratuitamente si mettono a disposizione della comunità. Si tratta di un modello di solidarietà costruito negli anni, patrimonio di tutti e non di una parte, a cui non vogliamo rinunciare».
L’Unione fa inoltre una serie di precisazioni rispetto a quanto emerso nelle prime battute (questioni che poi sono state chiarite nei giorni seguenti). «La concessione significa che i volontari che gestiscono si fanno carico di tutto: organizzare le attività sportive; pagare gli istruttori, le utenze e le pulizie; introitare le tariffe determinate dal comune per l’uso degli spazi e le rette per la frequenza dei corsi. Un’attività impegnativa, in tutto e per tutto rivolta alla comunità e senza fini di lucro, per stessa struttura delle associazioni coinvolte, riconosciute anche dal Coni per il loro valore sociale. In ogni caso non ci sono oneri a carico della collettività, perché le associazioni non vengono pagate ma versano anzi un canone al Comune».
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