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Reddito di cittadinanza, Caritas: «Strumento imprescindibile nella lotta alla povertà»

Alice Benatti
Reddito di cittadinanza, Caritas: «Strumento imprescindibile nella lotta alla povertà»

Ma per l’organismo pastorale la misura deve essere ristrutturata dato che con i criteri attuali non ha raggiunto ben il 56% dei poveri assoluti

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Reggio Emilia Dalla preoccupante “fotografia” scattata dalla Caritas italiana nel suo Rapporto 2022 su povertà ed esclusione sociale in Italia emerge un dato significativo sul discusso reddito di cittadinanza: ha raggiunto solo il 44% dei poveri assoluti. Insomma: la metà delle persone che l’anno scorso sono state peggio, non hanno beneficiato di questo sussidio. Intervenendo con un videomessaggio alla presentazione del rapporto (che prende in esame dati provenienti da quasi 2.800 Centri di Ascolto Caritas su tutto il territorio nazionale) il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha detto che «un aggiustamento è da fare» ma che l’impegno del reddito di cittadinanza deve essere mantenuto. Perché «è così importante in un momento in cui la povertà sarà ancora più dura, ancora più pesante e rischia di generare ancora più povertà in quelle fasce dove si oscilla nella sopravvivenza, che devono avere anche la possibilità di uscire da questa “zona retrocessione”». Dello stesso avviso è il direttore della Caritas Reggiana Andrea Gollini, per il quale il reddito di cittadinanza «è uno strumento imprescindibile nella lotta alla povertà».

«Credo che il commento del cardinale sia un richiamo a tutti quelli che hanno proposto di smantellare la misura – le parole di Gollini – alla luce dei dati e dello scenario all’orizzonte questo sarebbe un errore. Personalmente credo che nel nostro Paese si respiri ancora una mentalità che tende a colpevolizzare i poveri, che li rappresenta come “furbetti” pronti a cogliere ogni possibilità per “rubare allo Stato”. Credo che le cause della povertà non siano tanto da ricercare nell’individuo quanto nella società: più che dare la colpa ai poveri di essere poveri dovremmo chiederci cosa sta facendo la nostra società per ridurre le disuguaglianze o per garantire il pieno sviluppo della persona umana». «Nella mia esperienza – continua il direttore della Caritas Reggiana – non ho conosciuto nessuno che fosse felice di vivere in povertà o che andasse in vacanza con 450 euro al mese e quasi nessuno che, se messo davvero nelle condizioni di scegliere, si sia seduto. A volte, in realtà, purtroppo i poveri sono messi davanti a “scelte impossibili” e quindi è compito nostro metterci al loro fianco e sostenerli nel percorso di ripartenza. Questo ci dice che le misure di sostegno economico sono indispensabili ma, come rilevato anche da Caritas Italiana, devono essere affiancate ad altri strumenti di aiuto maggiormente relazionali».

Per Gollini il reddito di cittadinanza è sì fondamentale per sconfiggere la povertà ma va rafforzato e migliorato dato che «il lavoro di monitoraggio della Caritas italiana ha individuato alcuni limiti nella struttura stessa, in particolare nella capacità di intercettare l target dei poveri assoluti».

Ma perché oltre la metà è rimasta esclusa dal sussidio. Per il direttore i requisiti richiesti per ottenere questo sussidio «individuano una platea di beneficiari che, oltre ai poveri assoluti, si estende anche a persone in povertà relativa». «Il punto è che con i criteri attuali – evidenzia – escludono una quota consistente di poveri assoluti composta soprattutto dagli stranieri, dalle famiglie numerose e dai poveri residenti nel nord Italia». 
 

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