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Guastalla

Dal Rotary 57mila pasti monodose per i bambini dello Zimbabwe

Mauro Pinotti
Dal Rotary 57mila pasti monodose per i bambini dello Zimbabwe

Tra i 300 volontari Luciano Alfieri: «Contro il loro sfruttamento»

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Guastalla C’era anche Luciano Alfieri socio del club guastallese tra i 300 rotariani, rotaractiani e interactiani del Distretto Rotary 2072 – che copre l’area Emilia-Romagna e Repubblica di San Marino – che in una sola mattinata hanno confezionato 57.000 pasti monodose realizzati con ingredienti scelti e controllati, conformi alle necessità nutrizionali dei bambini per lo Zimbabwe.

Ospitati dal CAAB (Centro Agro Alimentare) di Bologna, i rotariani e le loro famiglie hanno confezionato i pasti per la spedizione nel paese, dove i genitori dei bimbi in età scolare, saranno incentivati a mandare i figli a scuola, perché potranno consumare i monodose a pranzo.

Grazie all’organizzazione messa in campo da un gruppo nutrito di soci del sodalizio, capitanati dalla rotariana Patrizia Farruggia, con l’apporto professionale del PDG Franco Venturi. Il laborioso contributo dei volontari e delle loro famiglie, ha consentito un lavoro sinergico ed efficace all’insegna dell’allegria e dell’amicizia, ritmato dalla musica.

Si è dunque concretizzato il progetto a scopo umanitario “Il Rotary nutre l’Educazione” (iniziativa ispirata ai goal di Sostenibilità dell’Agenda Onu 2030 a sostegno del supporto ai programmi di scolarizzazione) che dal 24 settembre scorso coinvolge il Rotary Zona 14 Italia, Malta, San Marino. Il progetto ha focus ben precisi, come l’alfabetizzazione, lo sviluppo economico delle comunità, la lotta alla fame, e si svolge in collaborazione con un solido partner organizzativo di lunga esperienza, la no profit “Rise Against Hunger”.

«Se pensiamo che nel mondo un bambino su 10 non ha accesso all’istruzione e comincia a lavorare molto precocemente – spiega Luciano Alfieri governatore del Distretto Rotary 2072 – Nutrire l’educazione riveste un valore ed un impatto molto importanti, perché la possibilità di consumare un pasto a scuola conduce i piccoli a frequentarla e ad evitare lo sfruttamento lavorativo. Nel 2020 erano coinvolti ben 160 milioni di bambini e di bambine appena sopra i 5 anni, la metà occupati in lavori pericolosi, con un alto rischio di incidenti e di decesso. Aderendo a questa iniziativa, siamo impegnati a contrastare questo sistema di sfruttamento lavorativo che tocca purtroppo molte realtà».

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