La Cgil all’ex consigliera di parità: «Basta diffamare gli autisti di Til»
E Mondelli: «Fatto non accaduto? Pronta ad andare davanti a un giudice»
Reggio Emilia Non si placa il polverone attorno all’episodio sul minibù, riportato lunedì sulla Gazzetta, che la testimone oculare Maria Mondelli, per dieci anni Consigliera di Parità di Reggio Emilia, ha definito una vera e propria discriminazione verso una mamma di colore e i suoi tre bambini a bordo, i quali sono dovuti scendere dal mezzo a seguito dell’ordine impartito dall’autista di chiudere il passeggino che accoglieva il più piccolo: una neonata.
L’ultima a intervenire sul fatto denunciato da Mondelli è stata la Filt Cgil, che ieri con una nota si è schierata dalla parte dell’autista e più in generale di tutti gli autisti di Til, secondo il sindacato ingiustamente diffamati.
La Cgil parla di una vera e propria «gogna mediatica» subìta in questi giorni dall’autista in questione (benché rimasto anonimo in ciascun articolo pubblicato sul nostro giornale) e afferma che non gli risulta alcuna discriminazione di stampo razzista o sessista. «I passeggini a bordo autobus devono essere chiusi qualora ve ne sia già un altro aperto e l’autista non ha fatto altro che invitare la signora a chiuderlo – sottolinea il segretario della Filt Cgil di Reggio Emilia –. La stessa non è stata allontanata dal mezzo, ma ha deciso di scendere spontaneamente».
«Ci chiediamo – continua la Filt – come mai si sia verificato questo ribaltamento dei piani laddove invece assistiamo quotidianamente a episodi in cui gli autisti, e non solo loro, che operano nel trasporto pubblico, subiscono minacce verbali, insulti e financo aggressioni fisiche come ad esempio è capitato proprio su una linea di minibù, nel mese di luglio scorso, ad una donna autista di Til, la quale è stata fisicamente aggredita e, per ripristinare il servizio, ha dovuto chiedere l’intervento delle forze dell’ordine».
Poi il sindacato si rivolge all’ex Consigliera di Parità: «Non è accettabile chiedere a mezzo stampa che siano presi provvedimenti disciplinari nei confronti di un autista per un fatto non accaduto o male interpretato. Vero è invece che se l’autista di Til ha mancato di rispetto nei confronti della ex Consigliera di parità, presente durante l’episodio, bene ha fatto la stessa a segnalare la cosa alla Società. Ma da qui a dire che quanto accaduto si configuri come un episodio di razzismo e di discriminazione ce ne passa».
Di fronte alle proteste di Maria Mondelli per la decisione dell’autista, quest’ultimo, infatti, le ha detto più volte «donna, stai zitta», come la stessa ha ribadito anche ieri. Venuta a conoscenza dell’intervento della Filt Cgil, Mondelli invita il sindacato a farsi «un bagno di umiltà».
«C’è poco da interpretare e da vedere se è vero o meno – replica l’ex Consigliera –, sono pronta ad andare davanti a un giudice e sono aperta a qualsiasi confronto. Tra l’altro non ero l’unica persona presente: quando la mamma con i tre bambini è dovuta scendere dal minibù io e una signora ci siamo guardate e lei ha commentato, sconvolta “roba da matti”. A me veniva da piangere per come è stata trattata: possibile che una mamma con tre bimbi piccoli non possa spostarsi su un mezzo pubblico? È discriminazione di genere. Regolamento o no, un autista deve agire con buon senso e si deve rivolgere con educazione».
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