Condanna a 6 mesi per furto al persecutore di don Luigi
Vessato dal 37enne, il sacerdote si è ora trasferito
Boretto É arrivata la condanna per il persecutore del sacerdote, ma non per avere preso di mira il 79enne don Luigi Mandelli, bensì per il recente furto di generi alimentari all’interno della Caritas (ha sede in locali attigui all’oratorio borettese).
Parallelamente però il prete si è sentito troppo pressato dal disoccupato parmense 37enne Manuele Grossi e da alcuni giorni non è più collaboratore dell’Unità pastorale “Artemide Zatti”. Ha infatti lasciato Boretto per trasferirsi in un’altra parrocchia, dove vuole ritrovare serenità.
Ma ritorniamo al furto avvenuto violando bellamente il provvedimento del foglio di via obbligatorio dal Comune di Boretto emesso nei confronti del 37enne sulla scia delle vessazioni all’anziano sacerdote. Nell’udienza conclusiva la pm Maria Rita Pantani ha chiesto un anno di reclusione per Grossi, a cui si è opposto l’avvocato difensore Francesco Saggioro chiedendo il minimo della pena con la concessione delle attenuanti generiche («Non è una vicenda grave»). Tesi difensiva accolta, in pratica, dal giudice Sarah Iusto che ha condannato il parmense a sei mesi di reclusione. Resta inalterato l’obbligo di firma a Parma. Nell’udienza precedente Grossi ha fatto emergere il problema che l’ha reso uno sbandato: la tossicodipendenza. Di recente è stato accolto in un centro per la disintossicazione dalla droga, ma dopo due giorni se n’è andato a causa di un litigio. Ora sarebbe orientato ad ottenere in reinserimento al Sert, per riavviare il programma ed uscire dalla droga. Ma non vi sono certezze e in parrocchia a Boretto le “puntate” del 37enne sono vissute con molta apprensione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
