Duecento detenuti contagiati dal Covid. Più di quaranta oltre la capienza massima
Il tasso di affollamento è minore della media. Più di un carcerato su due è straniero
Reggio Emilia Sovraffollato, ma non troppo. Il carcere della Pulce accoglie più detenuti della capienza massima. Nell’Italia del sovraffollamento non è una novità, ma i numeri reggiani raffigurano un quadro migliore che in gran parte del Paese.
Gli ultimi dati sulle persone detenute a Reggio Emilia giungono dal dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap). Al 30 settembre scorso erano ospitate in carcere 339 persone contro le 293 del limite regolamentare. Un valore costantemente superato dal 31 ottobre scorso, affiancando le fotografie mensili del Dap.
I presenti sono tuttavia passati dai 356 del primo scatto ai 339 dell’ultimo con un massimo di 358 (30 novembre 2021) e un minimo di 334 (31 agosto 2022).
I dati del Dap possono essere messi a raffronto con il sopralluogo eseguito dal vivo il 21 giugno 2021.
In quell’occasione, erano presenti 318 detenuti con un tasso di affollamento del 108,5 per cento. In altre parole, ogni cento detenuti ce n’erano otto oltre il consentito. A livello nazionale, il tasso era però del 112,3 per cento (dodici in più ogni cento).
Il 53,8 per cento dei detenuti reggiani in tale data era di origine straniera (171 in valore assoluto, più di uno ogni due) contro il 33,7 per cento della media osservata su scala italiana (circa uno su tre).
È maggiore, alla Pulce, anche la percentuale dei condannati in via definitivA: l’84,9% (270 totali, circa sette su otto) contro il 62,6 per cento (poco più di sei su dieci) osservato in media dall’associazione nel 2021.
A Reggio Emilia appaiono molto più presenti gli psicologi (23,9 ore settimanali rispetto alle 7,1 della media nazionale) degli psichiatri (5 ore settimanali nella città del Tricolore, 12,6 in media negli istituti italiani).
Gli osservatori di Antigone hanno condotto un’indagine anche sulla pandemia. «Nel carcere di Reggio Emilia sono scoppiati, in particolare negli ultimi mesi, diversi focolai di Covid-19 – si legge nel rapporto del giugno 2021 – che hanno coinvolto circa duecento persone tra la popolazione detenuta e molti casi si sono registrati anche tra il personale».
Parlando di agenti, risultavano in tale data presenti 194 agenti di polizia penitenziaria a fronte dei 240 previsti, oltre a quattro educatori sugli otto previsti nella pianta organica. Quattordici le donne recluse.
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