È nato a Reggio il Cirfood District: «Qui si progetta il cibo del futuro»
Il nuovo polo di ricerca e sperimentazione accolto nella sede di via Nobel
Reggio Emilia Dal sogno di diventare un punto centrale della “motor valley” a fulcro della “food valley”. È il cammino che sta compiendo la nostra città e che è proseguito ieri con l’inaugurazione del nuovo “Cirfood District”, polo avveniristico di ricerca e progettazione nell’ambito della ristorazione. Nella sede della cooperativa reggiana Cirfood, in via Nobel, è stata infatti creata una luminosa area di studio e sperimentazione, un “laboratorio” per la progettazione di soluzioni collegate alla nutrizione – utilizzando le vecchie esperienze abbinate alle nuove tecnologie – per possibili positivi cambiamenti nel mondo del cibo onde renderlo più sostenibile e inclusivo. Il programma è destinato all’intera comunità con spazi informatici (anche in cucina), punti di studio e sperimentazione per generare valore e benessere ai consumatori di oggi e di domani.
Dopo il taglio del nastro tricolore e la benedizione di monsignor Nicelli, in rappresentanza del vescovo, ai convenuti sono state illustrate le finalità del progetto che la cooperativa reggiana ha avviato tre anni or sono e che ora riempie di orgoglio di chi l’ha ideato. «È un passaggio verso il futuro – ha osservato la presidente della cooperativa Chiara Nasi dopo la presentazione di un filmato che ha mostrato l’edificio in ogni suo dettaglio – e non nascondo la soddisfazione mia e della cooperazione reggiana. Una sfida enorme per questi tempi pieni di difficoltà, che testimonia in modo trasparente il nostro ruolo al servizio della collettività». Come noto Cirfood è nata mezzo secolo fa, conta attualmente 12.000 occupati e si occupa della ristorazione collettiva, commerciale e nei servizi (da scuole ad ospedali e case di riposo) in 17 regioni e 74 province italiane oltre che in Belgio e in Olanda. Un impegno quotidiano che si nutre di impegni e di idee per garantire uno sviluppo sostenibile economicamente ma anche di rispetto ambientale, sociale e culturale.
Alle sue parole hanno fatto seguito i commenti e le felicitazioni di alcuni ospiti, intervistati dal giornalista Roberto Arditti, ad iniziare dal sindaco di Reggio Luca Vecchi, che ha elencato i passi più significativi compiuti nella nostra città negli ultimi dieci anni: dalla fermata ferroviaria dell’Alta Velocità al Core (sanità) all’Arena (musica, dal polo scientifico avviato nelle ex Officine Reggiane all’ampliamento e allo sviluppo delle sedi dell’ateneo Unimore. A ciò si unisce ora il Cirfood District che si propone come nuovo polo di studi e ricerche collegate all’alimentazione collettiva.
I complimenti per questo passo avveniristico sono stati espressi anche dall’esponente del Parlamento Europeo Paolo De Castro, che si è soffermato sull’importanza della sicurezza e dell’educazione alimentare, elementi guida per una vita sana abbinata alla sensibilità finalizzata ad evitare inutili sprechi.
«Questo luogo – ha annotato De Castro – costituisce una risposta tangibile alle incertezze che accomunano l’efficienza dell’agricoltura e le risorse alimentari. Ha inoltre il pregio di utilizzare i talenti che verranno espressi dalle nuove generazioni».
Concetti fatti propri anche da esponenti del mondo accademico i quali si sono complimentati per la visione futura del progetto che anima il Cirfood District. Le conclusioni, prima dei ringraziamenti della Nasi agli intervenuti, sono state svolte dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che si è detto orgoglioso di guidare la Food Vally dell’Emilia-Romagna nella quale spicca la straordinaria qualità dei prodotti che vengono ricavati grazie proprio alla vocazione di imprenditori e cooperatori capaci di credere nella tradizione e di utilizzare i vantaggi della innovazione; due motori di sviluppo industriale e sociale.
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