In mille in piazza per la pace: «Tacciano subito le armi»
La città del Tricolore risponde all’appello contro la guerra in Ucraina di Europe for Peace. Gli organizzatori: «La diplomazia ha fallito, i cittadini sono protagonisti»
Reggio Emilia Al suono delle sirene cadono a terra, imbragati con la tuta bianca, per effetto delle armi nucleari, ma dopo pochi attimi si rialzano e riprendono a camminare. Una rappresentazione del comportamento del mondo di fronte alla minaccia dell’utilizzo di armi nucleari tattiche e strategiche nella guerra contro l’Ucraina.
L’hanno messa in scena gli attori volontari che, nel tardo pomeriggio di ieri, hanno sfilato in testa al corteo per le vie del centro storico.
Un migliaio di persone hanno gridato: “Cessate il fuoco”, nel corso della fiaccolata promossa da Europe for peace, partita dai Chiostri di San Pietro e culminata con la consegna in Prefettura di alcune richieste precise al Governo: “Tacciano le armi, negoziato subito” e una conferenza internazionale di pace attraverso l’Unione Europea.
«Il nostro è un movimento non violento che fa parte dell’organizzazione che promuove un centinaio di manifestazioni in tutta Italia – spiega l’organizzatore, Pasquale Pugliese, mentre intorno sventolano bandiere della pace –. Crediamo che dopo otto mesi di guerra dovuta all’occupazione dell’Ucraina, sia necessario avviare un percorso di pace, o quanto meno di tregua. La diplomazia fatica a muoversi: quindi la cittadinanza attiva assume un grande valore e bisogna promuoverla».
Tra i presenti il sindaco Luca Vecchi. «È giusto mobilitarsi e condannare l’invasione dell’Ucraina – aggiunge il primo cittadino –. Questo alla luce dell’escalation potenzialmente nucleare». Rispetto alla questione delle armi inviate all’Ucraina, il sindaco sostiene che sia «stato giusto aiutare l’Ucraina e resistere di fronte a un’invasione inaccettabile. Ciò non toglie che il conflitto abbia preso una piega terribile».
Il vicepresidente dell’Anpi, Giovanni Rossini, rimarca come «il popolo sia ormai martoriato» ed esprime soddisfazione per l’adesione alla manifestazione.
Tra i partecipanti anche il presidente del Consiglio comunale, Matteo Iori e la consigliera Pd Marwa Mahmoud. Quest’ultima rimarca come «il Pd abbia aderito a Europe for peace al fianco della popolazione ucraina».
«Assange sostiene che le guerre nascono per le menzogne e si risolvono per la verità», rimarca Marga Maria Venturi di Free Assange. Così come le “Donne in nero” ribadiscono «la necessità di trovare un negoziato».
Alla manifestazione hanno preso parte numerosi enti e associazioni: Agesci-zona di Reggio Emilia, Arci, Arcigay - Re, Amar, Costruire solidarietà, Mirni Most, Associazione Reggiana per la Costituzione, Bds, Cgil Camera del Lavoro - RE, Donne In Nero, Iniziativa Laica, Jaima Sahrawi, Libera, Libera Università Popolare, L'Italia ripudia la guerra, Movimento 5 Stelle, Movimento Nonviolento Reggio, Papa Giovanni XXIII, Passaparola, Pollicino Gnus, Uisp di Reggio, Coalizione Civica Reggio, Partito del Sud, Possibile, Potere al Popolo, Reggio Emilia in Comune, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Unione Popolare, Verdi, Andrea Costa, Alessandro Reverberi, Maura Giuffridi, Elvira Meglioli, attiviste delle Agende Rosse. Presente anche una delegazione ucraina.
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