«Quando c’è un problema vero è fondamentale aver provato»
Il via con l’attivazione del sindaco Nasciuti come se fosse vero
Scandiano È stato svegliato alle 6.30 da una chiamata che avvisava dell’emergenza, il sindaco di Scandiano e presidente dell’Unione Tresinaro Secchia Matteo Nasciuti. La simulazione ha seguito ogni protocollo previsto dall’evenienza, compresa quindi la telefonata al primo cittadino del territorio coinvolto.
Nasciuti, poi, era davvero in prima linea, visto che il Comune di Scandiano ha svolto il ruolo di coordinamento dell’intera esercitazione, poi spalmata su tutto il territorio dell’Unione, e il municipio di via Vallisneri ha ospitato, oltre al Coc, anche molti partecipanti alla riunione pomeridiana di aggiornamento col prefetto. Senza contare che, a qualche decina di metri di distanza, si trovava la base di ammassamento dei volontari pronti poi a muoversi sui vari possibili fronti, da Rubiera alla collina di Viano, per ampliarsi a tutti i paesi coinvolti.
«Il bilancio è decisamente positivo, l’esercitazione ha visto un vero e vivo coinvolgimento, sono rimasto davvero contento per l’impegno da parte di tutti i dipendenti. Sia quelli che fanno parte del meccanismo di protezione civile sia di tutti gli altri, c’è stata davvero una partecipazione sentita, non solo dovuta, a pranzo sabato abbiamo mangiato tutti insieme», racconta Nasciuti. «E abbiamo cercato di approfondire ogni aspetto, non solo quello dell’emergenza. Per fare un esempio, la ragioneria ha simulato tutte le procedure per acquistare d’urgenza dei sacchi di sabbia, seguendo il normale protocollo, tutto ha girato a dovere», continua. Senza scordare «che abbiamo visto la partecipazione di quattrocento volontari, una grande dimostrazione di attenzione, unita allo spirito di convivialità che caratterizza il mondo della protezione civile».
L’esercitazione, conclude il primo cittadino, è preziosa perché «parliamo di eventi che non sono poi così inusuali nel nostro territorio. Pochi giorni dopo il mio insediamento da sindaco, ci siamo trovati con una piena del Tresinaro, con problemi per i ponti. È vero che c’è sempre una differenza umana, di tensione, di sentimenti, fra un’esercitazione e un’emergenza reale, e proprio per questo le esercitazioni sono così utili».
Perché, sottolinea, «quando ci si trova ad affrontare il problema vero, aver potuto far prove e sapere cosa c’è da fare, quali sono tutti i passaggi è fondamentale, anche per far fronte alla componente umana che inevitabilmente può emergere in quei frangenti».
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