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Il caso

Il processo entrerà nel vivo a dicembre. Citati 500 testimoni per 17 imputati

Il processo entrerà nel vivo a dicembre. Citati 500 testimoni per 17 imputati

Il commento dell’avvocato Tarquini: «La frase è improvvida e odiosa»

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Reggio Emilia «La battuta del premier Meloni? Attendiamo il 16 dicembre, quando finalmente dentro l’aula del processo si discuterà di questa vicenda. Fuori dall’aula si continua a discuterne in modo improvvido e pure molto odioso perché il caso Bibbiano viene utilizzato come parola per rappresentare qualcosa di negativo». L’avvocato Giovanni Tarquini, difensore del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti – l’unico amministratore rimasto a processo, insieme a Paolo Colli ex presidente dell’Unione, per il reato di abuso d’ufficio –, commenta l’ennesima strumentalizzazione precisando alcuni aspetti.

«Ricordo che il processo si deve ancora fare: i fatti devono essere accertati. Non si può parlare di un caso Bibbiano finché non ci sarà sentenza. Quelle attuali sono teorie della Procura, nel migliore dei casi: che non vengano spacciate per verità – prosegue Tarquini – Senza contare la sofferenza umana, il disagio e il pregiudizio che questo procedimento ha causato in fase preliminare, prima ancora di andare a dibattimento». Per quanto riguarda il sindaco «i dibattimenti servono proprio per accertare i fatti e qui i fatti non toccano Andrea Carletti (dei quattro capi d’imputazione iniziali ne è rimasto solo uno): finalmente per noi sarà l’occasione per dimostrare la correttezza e anzi l’impegno del mio assistito sulla tutela dei minori».

Ben 31 parti civili, 232 testimoni citati dall’accusa e 300 dalle difese, 17 imputati (erano 24 in partenza) per 97 capi di imputazione iniziali. Questi i numeri dell’indagine “Angeli & Demoni” – il clamoroso “caso Bibbiano” dei carabinieri coordinati dal pm Valentina Salvi che da giugno 2019 ha avuto una risonanza nazionale con una lunga scia di polemiche politico-giudiziarie – sui presunti affidi illeciti di minori da parte dei servizi sociali dell’Unione Val d’Enza e del centro La Cura.

Un processo che stenta a decollare, almeno in rito ordinario; l’esito principale in abbreviato nel novembre 2021 l’unico esito è stata la condanna, a 4 anni, di Claudio Foti, lo psicoterapeuta titolare dello studio “Hansel&Gretel”.

A causa del cambio del collegio giudicante la prima udienza, svoltasi il 9 giugno scorso (già si veniva da un rinvio di sei mesi), è stata una falsa partenza: nonostante lo schieramento di avvocati dei 17 imputati (alla sbarra, a vario titolo, per frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti sui minori, falso in atto pubblico, violenza privata e peculato d’uso) si sono affrontate questioni tecniche e non di merito. Gli imputati più noti sono il sindaco di Bibbiano all’epoca titolare della delega ai Servizi sociali dell’Unione, Andrea Carletti e Federica Anghinolfi, ex dirigente dei Servizi sociali difesa dagli Rossella Ognibene e Oliviero Mazza.

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