Meloni: «Mai più casi Bibbiano» e il centrodestra reggiano esulta
Soddisfazione negli ambienti di Fratelli d’Italia dopo il discorso del premier di ieri. Il deputato Vinci: «Passaggio emblematico, difenderemo famiglia e natalità»
Reggio Emilia «Mai più casi Bibbiano». La presidente del Consiglio Giorgia Meloni esordisce alla Camera citando “Angeli e demoni” per la soddisfazione degli esponenti reggiani di Fratelli d’Italia.
Il percorso giudiziario sugli affidi in Val d’Enza è in corso. Le presunte irregolarità negli affidi di minori nel sistema dei servizi sociali restano tuttora da dimostrare.
La prima donna a Palazzo Chigi è stata più volte a Bibbiano e lo ricorda implicitamente nel discorso tenuto ieri mattina a Montecitorio.
«Noi abbiamo assunto l’impegno di limitare l’eccesso di discrezionalità nella giustizia minorile – ribadisce Meloni –, con procedure di affidamento e di adozione garantite e oggettive perché non ci siano mai più casi Bibbiano. Intendiamo portare a termine questo impegno».
Il discorso suscita applausi nella coalizione di centrodestra che sostiene il governo da lei guidato. A centrosinistra e nelle opposizioni in generale è i l gelo.
Tra i commenti più entusiasti si registra l’intervento di Gianluca Vinci. Il legale reggiano è alla seconda legislatura alla Camera, la prima iniziata nelle fila di Fratelli d’Italia dopo aver debuttato nella diciottesima legislatura in forza alla Lega.
«Con la presidenza di Giorgia Meloni si è aperta una stagione nuova per la politica italiana – commenta Vinci –, un governo finalmente politico dopo dieci anni di governi tecnici che hanno fatto molti danni ma senza metterci mai la faccia».
La premier mette subito la faccia sul caso degli affidi, come aveva fatto nelle visite del 2019 e del 2020 nel Reggiano dopo l’inchiesta che ha dato il nome al processo.
«Il passaggio su Bibbiano è stato emblematico del fatto che in questa legislatura la difesa della famiglia e la natalità saranno questioni al centro del calendario politico – sottolinea il deputato di FdI –, con una particolare attenzione alla difesa dell’interesse dei minori, impedendo che qualcuno possa speculare monetariamente o ideologicamente su di loro».
Le parole di Meloni hanno provocato una levata di scudi tra gli esponenti reggiani di centrosinistra, che hanno invitato la premier a tenere ben distinti il potere esecutivo e il potere giudiziario.
«Ero presente a Bibbiano quando Giorgia Meloni venne a Bibbiano – ricorda Alberto Bizzocchi, allora coordinatore provinciale di FdI, oggi vicecoordinatore regionale della stessa forza politica –. Era stato fatto un gran fragore, ma alla fine tutto è finito in niente. I bambini sono stati presi e restituiti alle famiglie, ma non dovevano nemmeno essere presi. I passati governi hanno fatto passare tutto sottotraccia».
Bizzocchi riprende la posizione della leader nazionale di Fratelli d’Italia a livello più ampio rispetto alla realtà locale della Val d’Enza.
D’altronde, la stessa Meloni era stata chiara più di tre anni fa. «Mai più un’altra Bibbiano – tuonava la leader in un post su Facebook del 26 luglio 2019 –. Fratelli d’Italia presenterà in tutti i Comuni nei quali è presente una mozione a tutela dei bambini e contro gli affidi illeciti. Chiediamo un costante monitoraggio dei casi di affidamento di minori, l’introduzione di criteri più efficaci contro i conflitti d’interesse tra servizi sociali e comunità familiari e sostegno alle famiglie in difficoltà. Lo dobbiamo a tutte quelle famiglie che continuano a chiedere solo verità e giustizia, il loro grido di dolore e di speranza appartiene a ciascuno di noi».
La mozione non è stata sottoposta a Bibbiano per ragioni meramente tecniche: Fratelli d’Italia non ha eletti in Consiglio comunale. «A livello locale non possiamo avere confronti – specifica Bizzocchi – perché prima del 25 settembre non avevamo nessun consigliere comunale né a Bibbiano né nella Val d’Enza. Non siamo nella casa delle istituzioni».
Almeno non a Bibbiano e dintorni, in controtendenza rispetto all’esito delle urne a livello nazionale. Nella Val d’Enza è il centrosinistra a trionfare alla Camera come al Senato con il “punteggio” di cinque Comuni a tre.
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