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Un detenuto parla di lui in carcere, il giurista Elia Minari finisce sotto protezione

Un detenuto parla di lui in carcere, il giurista Elia Minari finisce sotto protezione

A rischio l’incolumità del fondatore dell’associazione Cortocircuito

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Reggio Emilia Elia Minari è sotto tutela. Il fondatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito vede restringersi le libertà personali come forma di garanzia per la propria sicurezza.

A darne notizia è la stessa associazione in una nota. La decisione è stata assunta dal prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli, d’intesa con l’Arma dei carabinieri, la guardia di finanza e la questura di Reggio Emilia.

Saranno gli agenti della polizia di Stato reggiana ad agire per tutelare il giurista reggiano, in coordinamento con le altre forze dell’ordine.

La decisione sarebbe stata assunta dopo che il nome del giurista reggiano sarebbe emerso in una conversazione in carcere da parte di un detenuto. «Pur non conoscendosi le circostanze esatte delle dichiarazioni del detenuto, il dispositivo di protezione è stato attivato anche in ragione del fatto che Elia Minari era già una persona ritenuta esposta», precisa l’associazione nella nota.

Nel 2018 le inchieste di Minari erano state contestate nel corso dell’ultima udienza nel primo grado del maxi processo Aemilia. Il lavoro del reggiano è stato citato anche all’interno di Grimilde, altro processo contro la ’ndrangheta al nord, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bologna.

Un’inchiesta del reggiano è citata sia nel primo punto della relazione ufficiale di scioglimento per mafia del Comune di Brescello sia nella sentenza del Consiglio di Stato. Nel 2014 Minari ha ricevuto il “Premio Scomodo” da Pietro Grasso, allora presidente del Senato, ex procuratore nazionale antimafia.

«Desideriamo ringraziare le forze dell’ordine per essersi prontamente attivate a tutela dell’incolumità di Elia – la posizione dell’associazione –. Ci teniamo a esprimere massima vicinanza e sostegno al nostro fondatore che, con coraggio e impegno, nonostante le difficoltà, le preoccupazioni e le dure parole da parte di esponenti della ’ndrangheta, non si è mai fermato, dimostrando che è possibile essere cittadini attivi, consapevoli e promotori di legalità. Elia non è solo».

Minari prosegue le attività contro le mafie sia come coordinatore dell’Osservatorio permanente sulla legalità dell’Università di Parma sia all’interno di Cortocircuito.l

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